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Un vino stupefacente

Nella Napa Valley sta prendendo piede una cuvée di cannabis


Pubblicato da Eugenio Pellicciari il 22/05/2012
Che la California sia famosa da tempo per i suoi vini questo tutti lo sanno, quello che la maggior parte di voi invece ignora è che negli ultimi anni nello Stato americano un’altra coltivazione, molto remunerativa e di gran pregio, sia quella della marijuana. 
Dal 1996 un referendum ha reso legale la marijuana per fini terapeutici. Il Compassionate Use Act è un provvedimento nato allora con l’intento di somministrarla per alleviare le sofferenze dei malati gravi. La legge concede la possibilità di coltivazione e di vendita previa licenza. Centro nevralgico di entrambe le colture è la Napa Valley, a nord di San Francisco, pittoresca località a clima mediterraneo il cui vino è conosciuto in ogni parte del mondo.

Per alcuni potrebbe non essere il tipo di bouquet ricercato quello che, annusando dalla bocca del balloon, suggerisce pungenti aromi d’“erba” incontrati magari ad un concento reggae o seduti ai tavolini di un baretto affacciato su di un canale ad Amsterdam. Sembra un romanzo, invece secondo un reportage del Daily Beast nel Paese del vino americano, il “Pot-wine” sarebbe una vera e propria tendenza che ha investito tanti viticoltori delle fertili valli del centro-nord. Le quantità sono ancora minime, ma le prime notizie su questo vino risalgono già agli anni Ottanta quando alcuni coltivatori ne producevano serie limitatissime con vino rosè. Oggi la tendenza è quella di mescolare la marijuana con rossi robusti come il Cabernet Sauvignon e Syrah perché sembra si prestino particolarmente bene al sodalizio d’aromi.

Per produrre questa cuvée di cannabis, gli enologi americani usano le prime scelte tra le materie prime a loro disposizione. La proporzione è di mezzo chilo di marijuana per una botte di mosto in fermentazione. Nel processo di vinificazione gli zuccheri dell’uva vengono trasformati in alcol e l’alcol così prodotto estrae il principio attivo della cannabis, THC, dalla infiorescenze presenti. Il vino è poi fatto riposare in barrique per nove mesi per massimizzarne il rilascio nella soluzione vinosa.


Secondo un produttore questa tipologia è “l’unico stile davvero originale di vino creato nel Nuovo Mondo”, elemento di distinzione per proporre al meglio due delle coltivazioni più pregiate di questa regione. Anche Crane Carter, presidente dell’unione dei coltivatori di marijuana della Napa Valley, ritiene che questo tipo di vino avrà un futuro luminoso in California perché, sostiene, lì “la gente ama il vino... e l’erba”.



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