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Foraging: regole per non sbagliare

Alcuni pratici suggerimenti per evitare situazioni pericolose quando si va a raccogliere erbe e prodotti selvatici


Pubblicato da Valeria Margherita Mosca il 17/09/2014
In questa stagione esiste e vive intorno a noi tantissimo cibo selvatico vegetale che chi è appassionato di foraging non vede l’ora di raccogliere ed utilizzare.
La natura ci offre ancora, “sui suoi generosi banchi”, la maggior parte delle erbe fresche locali, i primi frutti autunnali stanno già maturando nei nostri boschi ed è quasi ora della frutta a guscio. Per non parlare dei profumatissimi semi delle piante officinali ed aromatiche perenni che saranno a breve pronti per il raccolto.
Prima di avventarsi però in esplorazioni gastronomiche che potrebbero essere dannose sia per l’ambiente naturale che per la nostra persona, è importante essere consapevoli della propria preparazione in merito a botanica e riconoscimento sul campo. 
Se non si è certi al 100% di quello si sta cogliendo e che finirà poi di conseguenza nel nostro piatto e in quello dei nostri commensali, è meglio lasciare perdere e dedicarsi piuttosto ad una rilassante passeggiata osservativa, magari iniziando a fare i primi “paragoni dal vero” con l’ausilio di un testo.  Raccogliere erbe ed altri prodotti selvatici richiede la massima concentrazione e una conoscenza elevata del mondo vegetale. Sbagliare, nella migliore delle ipotesi, potrebbe regalare un gran mal di stomaco. I rischi sono grandi e, nei casi più estremi, possono portare ad avvelenamenti molto gravi.  Leggere testi specialistici che riportano schede ed immagini delle piante può essere utile per un’infarinatura generale (e sicuramente necessaria per iniziare questo percorso) ma non può essere sufficiente a sentirsi responsabilmente pronti. Le fotografie riportate sono dimostrative mentre toccare, annusare e analizzare con un esperto le piante dal vero è la giusta via per imparare a muoversi con dimestichezza e sicurezza tra fronde e praterie commestibili. 
 
Dopo aver studiato con serietà l’argomento, arrivati a questo punto,  esiste un’altra utile considerazione ben ancorata al concetto di sicurezza alimentare nel campo del cibo spontaneo vegetale(ma anche di quello coltivato). Le piante comuni velenose sono veramente poche in confronto alla moltitudine delle specie che crescono nel nostro ambiente. Ma anche per i vegetali in apparenza più innocui, ciò che conta, molto spesso, è la quantità e la sensibilità soggettiva e personale verso una determinata pianta o famiglia. Anche un semplice cavolo coltivato, se consumato in eccesso, può causare il gozzo. Mentre invece troppe cipolle potrebbero portare anemia o una piccola noce moscata a giorni di tremende allucinazioni. Lo stesso discorso vale per il cibo che raccogliamo nella natura incontaminata: meglio non esagerare mai mangiando abitualmente, ogni giorno per un periodo lungo, lo stesso prodotto e, comunque, per andare sul sicuro e scongiurare rischi di allergie, le prime volte che si assaggia un alimento è meglio provarne una piccola porzione.“Quantità”, d’altronde, è parola chiave importante e da tenere bene in considerazione anche per regolarizzare la fase di raccolta e non solo quella di utilizzo di prodotti selvatici. 
 
Ci sono comportamenti ben precisi da mantenere avvicinandosi all’ambiente e agli ecosistemi esistenti. Un’etica fatta di regole che vanno a preservare i delicati equilibri naturali e l’esistenza delle piante che ci apprestiamo a raccogliere.  Ecco, di seguito, una breve sintesi delle principali indicazioni di comportamento corretto a riguardo:
 
1. Non spogliare una pianta delle sue foglie, bacche o semi completamente ma raccogliere solo piccole quantità di elementi per esemplare, senza pregiudicarne l’aspetto e il benessere
2. Cercare di raccogliere solo ciò che  si è  in grado di utilizzare, niente va sprecato
3. Molte zone hanno leggi locali di limitazione nella raccolta di alcune piante per prevenire il sovra-sfruttamento. Cerchiamo di informarci sempre capendo dove, cosa e quanto è legale raccogliere: raccogliere la stessa pianta potrebbe essere legale in un paese e vietato in un altro. 
4. Chiedere sempre il permesso prima di raccogliere su terreni privati 
5. Scegliere luoghi di raccolta incontaminati lontani da terreni industriali, strade o campi che sono esenti da metalli pesanti, pesticidi e altre sostanze tossiche
6. Raccogliere solo da piante sane e vivaci in luoghi puliti
7. Scegliere solo piante che crescono in abbondanza e non raccogliere nessuna pianta intera. Usare un paio di forbici per tagliare le parti superiori della pianta senza rovinare le radici o un coltello per tagliare i funghi, così si mantiene la capacità della pianta di riprodursi. Non bisognerebbe mai raccogliere più del 5 % di una particolare pianta o frazione di pianta
8. Non raccogliere ciò che non si può identificare. prima educhiamo noi  stessi e studiamo!
9. Evitare di calpestare altre specie. La nostra raccolta dovrebbe essere distribuita su una vasta area, non dovremmo mai far notare il nostro passaggio, non dovremmo mai lasciare tracce.
10. Staccare parti di corteccia e di corteccia interna solo da alberi abbattuti 
11. In caso di raccolta di alghe rimanere lontano dagli sbocchi delle acque inquinanti industriali, e dalle bocche degli estuari. Non raccogliere mai alghe galleggianti ma sempre eradicate.
12. Cercare sempre di mantenere queste risorse selvatiche intatte: sono parte della nostra ricchezza e del nostro futuro
 
Per maggiori informazioni: info@wood-ing.org
 

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