Emanuele e i confini del mare

A bordo di Volvo S60 andiamo da Emanuele, il pescatore di Caorle, per il settimo espisodio di "Viaggiando tra le Storie del Gusto"


“Il mare non ha confini né orizzonti, il mare è libertà: ecco perché un pescatore è uno spirito libero”

È un racconto davvero fuori dagli schemi quello di Vittorio Emanuele Dalla Bella, il pescatore romanziere di Caorle protagonista a bordo di Volvo S60 Cross Country del settimo episodio di Viaggiando tra le Storie del Gusto con Volvo Italia.
Inizia a pescare giovanissimo, sulle orme di una famiglia da sempre del mestiere. È infatti in barca già a 14 anni, appena conseguita la licenza media. Un lavoro tanto duro quanto affascinante che porta Emanuele a prendersi una pausa dopo 35 anni di pesca a strascico su e giù per il mare Adriatico. È così che si ritaglia un lavoro più tranquillo e si dedica a una grande passione per la storia, iniziando a scrivere e realizzando due bei romanzi sull’attività dei sommergibili della Regia Marina Italiana durante la seconda guerra mondiale.

La passione per la pesca e il mare è però irresistibile, tanto da far tornare Emanuele sui suoi passi. Ora, lo sguardo sereno, è di nuovo a bordo di un peschereccio. La sua giornata tipo inizia molto presto, perché la barca salpa alle 2 del mattino; al largo vengono gettate le reti e si inizia a “strascicare” cinque o sei volte per ogni uscita, dalle 12 alle 14 ore ogni giorno fino al primo pomeriggio. La pesca è un’attività che richiede tempo e pazienza. Sono tanti i momenti morti, nei quali Emanuele si dedica alla lettura, talvolta addirittura scrive una nuova storia. Perché la vita in mare dona ispirazione e istanti incantevoli. Forse il momento più bello è l’alba, quando il sole sembra prendere vita dall’acqua, con la chiassosa compagnia dei gabbiani che non abbandonano mai i marinai durante tutta la navigazione. Una volta rientrata in porto la barca, le casse di pesce vengono scaricate sulla banchina e portate al mercato ittico. 

Qui avviene un rito che possiede il fascino delle origini antiche, la vendita all’asta infatti avviene “a orecchio”: i compratori valutano le partite di pesce ed esprimono sottovoce la loro offerta direttamente all’astatore, il quale poi invita colui che ha formulato la cifra più vantaggiosa a ripeterla a tutti a voce alta, evitando ogni sospetto. Il mercato di Caorle, cittadina ricca di storia e di angoli da scoprire, è uno dei più prestigiosi dell’Alto Adriatico, un mare ricco di prodotti ittici di altissima qualità che possono arrivare in poche ore sui tavoli dei migliori ristoranti del nord Italia. E quanta differenza tra il gusto pieno e fragrante di un pesce fresco pescato e uno d’allevamento o peggio ancora surgelato…ma questo è un altro lungo capitolo.


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