Una Rossa per cena

La melanzana rossa di Rotonda e le sue potenzialità in cucina


Da anni sostengo che non è sufficiente il solo giacimento gastronomico per avere lo sviluppo economico-turistico, ma servono un leader e la narrazione del prodotto legata a quella terra. I case history di successo ci sono nel Buon Paese, ma potrebbero essere molto di più, vista la ricchezza dei giacimenti.

Di recente ho visitato Rotonda, un borgo di 4 mila abitanti con un primato: 2 Dop, la melanzana rossa e due fagioli bianchi, tra cui lo straordinario “poverello”. Vale la pena di ricordare che la Basilicata è una regione molto ricca di prodotti di qualità Dop e Igp (olio, formaggi, peperone).

La melanzana rossa, nonostante la sua unicità è tuttora poco conosciuta fuori del territorio di coltivazione. Eppure presenta una narrazione davvero intrigante: i semi sono stati portati a Rotonda (Potenza) dall’Eritrea da un soldato locale, dopo la prima guerra mondiale. Si tratta di un ortaggio duttile, da usare in cucina come carpaccio, quale condimento della pasta (davvero squisiti gli spaghettoni con la Rossa e colatura di caciocavallo podolico della trattoria 'A Rimessa di Rotonda), come crema per la bruschetta o addirittura utilizzata nella crostata. Il territorio è molto attrattivo, dotato di un fascinoso paesaggio montano (si arriva a 2.200 metri) e di un rifugio (Fasanelli) ben tenuto, che offre accoglienza, assieme all’albergo diffuso nel borgo. Il tutto opera di un imprenditore autoctono (leader) con attività lombarde, che ha intuito le potenzialità della melanzana rossa, sia come prodotto, sia quale medium del territorio.

La melanzana rossa di Rotonda ha scelto di essere a Milano Golosa, con uno showcooking del cuoco Donato della trattoria 'A Rimissa di Rotonda che insegnerà a valorizzare qiesto prodotto in cucina.

ADV

Leggi anche


Stefano e il mulino da salvare

Marco Colognese il 16 nov 2018

Cara mi costò quella acciuga

Davide Paolini il 14 set 2018

Gianpaolo e l’energia degli scarti

Marco Colognese il 25 lug 2018