Davide Paolini ®
Sei in: Home Foraging: nuova frontiera della cucina ecologica?
OnAir
03/10/2014

Foraging: nuova frontiera della cucina ecologica?

Dal Nord Europa all'Italia cresce il consumo di cibo spontaneo, reperito tramite la raccolta

Mai sentito parlare di foraging? La parola indica la raccolta del cibo spontaneo: montagne, argini di fiumi, spiagge, boschi diventano luoghi da esplorare per selezionare vegetali interi o parte di essi che siano commestibili. Il cibo spontaneo o selvatico potrebbe diventare la nuova frontiera della cucina ecologica che si sta affermando nella ristorazione, prima nel nord Europa, poi a macchia d’olio nel mondo.

Grazie a cuochi illuminati, materie prime reperite attraverso l’atavico metodo della raccolta presenziano sulle tavole. In Danimarca lo chef René Redzepi ha fatto del cibo selvatico il suo cavallo di battaglia, istruendo lo staff del Noma nella relativa ricerca.

Ma i veri protagonisti di questa nuova cucina sono i cercatori che setacciano montagne, boschi e fiumi alla ricerca di gusti insoliti. In Italia la giovane antropologa Valeria Mosca, appassionata di alimurgia ed etnobotanica, ha fondato una comunità (Wood*ing) che procaccia e fornisce cibo selvatico, dopo averne esaminato la tossicità. 
 
Ma quali conoscenze occorrono per raccogliere il cibo nei boschi, in montagna, lungo i fiumi  e nei mari? Come e dove si impara la tecnica del foraging? Questa cucina che usa i prodotti spontanei crea nuovi sapori, nuovi profumi o cambia poco dal cibo tradizionale? 
 
Al cibo spontaneo sarà dedicata la puntata de Il Gastronauta di sabato 4 ottobre alle ore 11.00 su Radio 24. Interverranno:
 
Valeria Mosca | creatrice di Wood*ing  
Carmelo Chiaramonte | cuciniere
Piergiorgio Parini | chef 
Alessandro Gilmozzi | chef 
Roberto Ghezzi | Schooner 
Alessandra Brioschi | erborista 
Caterina Cardia | ricercatrice di erbe spontanee 
RIASCOLTA IL PODCAST>>>
 



Lascia un commento

Franco Lodini (3 anni fa)

Buongiorno Davide, stavo ascoltando la trasmissione ma non riesco a prendere la linea (troppi auguri per l'anniversario di Radio 24!).
Volevo comunicarle la mia esperienza di raccoglitore per hobby, che col tempo e l'esperienza è anche diventata una piccola attività perché collaboro con un ristorante importante della mia zona (Chianti) che rifornisco di erbe tutte le settimane e loro mi pagano anche! Non le dico la fatica di risolvere il problema fiscale (ho dovuto aprire un'attività a parte per emettere fattura) e igienico (scritto all'ufficio d'igiene dell'ASL di Firenze: nessuna risposta! Evidentemente non sanno cosa dire perché non esiste attualmente un regolamento che disciplini la raccolta delle erbe selvatiche). Infine collaboro anche con Slow Food Firenze con cui organizzo corsi per il riconoscimento e l'uso alimentare delle erbe. Grazie per aver diffuso questa attività che sta purtroppo scomparendo! Saluti: Franco Lodini

Mariano (3 anni fa)

Il Foraging non è una pratica ecologicamente sostenibile, se fatta in modo intensivo distrugge la fauna,oltre a questo può essere anche pericoloso,immaginate per un attimo di fare foragin su un terreno inquinato. Questo approccio denuncia ancora una volta l'arretratezza culturale a livello scientifico dell'talia,chi vuole fare foragin dovrebbe appoggiarsi alla consulenza di enti scientifici competenti.
Questo tipo di pratica è anche indice di un chiaro orientamento politico,tutti quelli che pensano che vivere di foraging,in "accordo con la natura" sono anche quelli che dicono NO agli OGM quando,molte delle realta gastronomiche nazionali si sostengono con mangimi OMG,uno per tutti il Parmigiano Reggiano. A conferma di questa politica è l'invito all'EXPO di Vandana Shiva la cui "filosofia" è stata completamente confutata a livello globale.

Torna alla homeTorna alla Home

Cerca

Top