Davide Paolini ®
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Editoriale
06/07/2015

Tendenza cocktail

La polibibita oggi è sulla cresta dell'onda tanto che i locali senza barman, mixologist e bartender sono considerati out

Un successo continuo in bar affollati, in discoteche, nelle pizzerie, mentre un tempo era riservato ai soli hotel, dotati di tranquille lounge. I sacerdoti di questo rito nel bar di alberghi stellati, barman con pedigree internazionali, un tempo erano riconosciuti e applauditi, alcuni sono divenuti mitici personaggi, pronti anche a notte inoltrata ad ascoltare le confessioni di clienti solitari in vena di fare l’alba.

Il cocktail è oggi sulla cresta dell’onda, addirittura sono out quei locali che non dispongono di un barman o di un bartender o di un mixologist. Mestiere già in tv, come chef e pasticceri, su DMax con la “sfida dei cocktail”, quasi a significare il boom di queste bevande. E come quando si raggiunge l’apice della notorietà, anche per i cocktail la stagionalità è un must, così come succede per le collezioni di moda. Quale sarà il cocktail dell’estate 2015?

Da un breve sondaggio fra i barman che fanno tendenza emerge chiaramente il Moscow mule (il mulo di Mosca) in testa alla classifica. Si tratta di uno storico cocktail creato nel 1941 da tre amici in un bar di Los Angeles, tra cui il presidente della vodka Smirnoff che, per vendere il suo distillato e diffondere il cocktail, chiedeva ai baristi di posare con una tazza di rame, da allora il recipiente sacro nel quale viene servito il Moscow mule. La ricetta più diffusa (ma molti barman, giustamente, aggiungono uno spruzzo della loro creatività): 3 cl vodka, 8 cl ginger-ale o ginger-beer, qualche fogliolina di menta fresca, qualche fettina di cetriolo, una fettina di lime come decorazione.

E’ una conferma che nel più gettonato dei cocktail ci sia lo zenzero, una spezie “orientale”, ormai entrata nel gusto italiano, soprattutto in cucina. Fino a pochi anni fa era impossibile trovare questo tubero nei negozi di frutta e verdura, oggi è onnipresente. Tuttavia l’uso dello zenzero nella manifattura dolciaria fiorentina di età medievale trova conferma nella sesta novella dell’ottava giornata del Decamerone.

C’è chi non lo considera (a torto) un cocktail, ma lo spritz resta un aperitivo evergreen, in estate come in inverno. Rappresenta al meglio una vecchia tradizione e il gusto italiano (Aperol o Campari o Rabarbaro e Prosecco) in grado di far diventare arancione ovunque e dovunque calici e tavolate nell’ora dell’happy hour.



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