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Ajò che birra!
Parla sardo la birra fatta con ingredienti del territorio dal birrificio Barley
Pubblicato da Eugenio Pellicciari, il 11/06/2012 in ProdottiSebbene la produzione di birra artigianale sia fortemente concentrata nelle regioni del nord Italia, non solo lì dimora l'eccellenza del settore. Una delle migliori imprese che dal 2006 si è fatta largo sul palcoscenico dei microbirrifici è infatti isolana, più precisamente di Maracalagonis, in provincia di Cagliari. I sardi da sempre sono gran appassionati di birra, i consumi sono ben più alti della media nazionale, ed è grazie a questa naturale attitudine che i due fondatori del birrificio Barley, Nicola Perra e Isidoro Mascia, hanno deciso di intraprendere la loro avventura. Si voleva offrire un prodotto adattabile anche ai canoni della ristorazione gourmet, complementare e parallelo al vino. E così è stato; grazie all’estro e all’assenza di tradizione birraria italiana a cui attenersi, il mastro birraio Nicola ha potuto sperimentare ed inventare in totale libertà ricette ed ingredienti non canonici per la birrificazione ma iper-caratteristici del terroir sardo. Nonostante i fisiologici problemi di trasporto e distribuzione dall’isola il birrificio Barley è approdato non solo su gran parte del territorio nazionale ma anche oltreoceano arrivando alle tavole della miglior ristorazione americana, molto attenta ai prodotti di nicchia made in Italy.
La linea delle loro birre è ben assortita e propone soggettive rivisitazioni afferenti per lo più a stili belgi ma anche inglesi. Sicuramente il più blasonato frutto del lavoro del birrificio è la BB10, birra che rappresenta la miglior espressione dell’uso degli ingredienti del territorio a cui sopra si accennava. La sua originalità è intrinseca alla sua natura, si tratta infatti di una birra prodotta con l’aggiunta di mosto cotto di uve Cannonau che la rende unica al mondo. Questo singolare elemento è ciò che di suo Nicola ha voluto trasferire alla birra che produce, il sovoir faire della tradizione della terra in cui è cresciuto. Entrambi i nonni erano viticoltori e da sempre la sapa, il mosto cotto, è usata nella zona per confezionare dolci. Cosa può essere meglio per caratterizzare una birra che sia tipica di Sardegna e che non debba rispondere a disciplinari né a dogmi se non a quello dell’artigianalità?
Come la vendemmia questa birra è stagionale dunque prodotta una sola volta l’anno, tra ottobre e novembre, e in serie limitatissima. Ha colore bruno, al naso presenta un bouquet ampio con note tostate e il peculiare aroma vinoso. In bocca resta coerente al lato olfattivo con cioccolato, liquerizia e frutta secca. Di alta gradazione è da consumare dopo una cena o in una serata invernale magari con formaggi stagionati o dolci al cioccolato.
(immagine tratta da birrazen.blogspot.it)
BIRRIFICIO BARLEY
Commenti a questo articolo
cantastorie
(344 giorni fa)
..Ichnusa è l'antico nome dell'isola, ed avrebbero dovuto darle un nome tipico, chessò, Carloforte, Campidano, Arborea, Birra del Giudicato..ce ne sono mille di nomi che identificano il posto..
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