Lione gourmet nel nome di Paul Bocuse

Grazie a Paul Bocuse questa città è conosciuta per l'eccellenza della gastronomia


Negli anni Trenta/Quaranta il più prestigioso critico gastronomico francese, Curnonsky (al secolo Maurice-Edmond Sailland) definì Lione “capitale mondiale della gastronomia”. Grazie a Paul Bocuse questa popolosa città è stata poi conosciuta ovunque per l’eccellenza della ristorazione: dai buchon alle cucine stellate (23 in città e dintorni) per la valorizzazione dei prodotti regionali (il famoso pollo di Bresse, le carni charolaise, i formaggi di Auvergne) attraverso importanti eventi fieristici, quali Shira. Inoltre, in prossimità non mancano neppure i grandi vini (Borgogna, Cote Rotie e Condrieu, Coté du Rhone). Il tutto è ben in mostra in una sessantina di stand nelle Halles Paul Bocuse, chef famoso per essere stato per 50 anni nella hit parade della cucina mondiale e conosciuto, tra l’altro, anche per aver dedicato una zuppa all’allora presidente della Francia, Giscard d’Estaing.

Un luogo imperdibile dove si possono gustare, tra formaggi, ostriche, foie gras, anche piatti espressi e bere grandi Borgogna. A differenza di altri mercati, les Halles Paul Bocuse non sono un luogo turistico, ma soprattutto frequentato da chi vuole fare acquisti selezionati o gustare un piatto ben fatto. La presenza di Paul Bocuse a Lione si respira un po' ovunque. Le maxi foto lo ricordano lungo strade e piazze, ma soprattutto è rilevante il suo contributo per aver dato vita (o collaborato) a una serie di iniziative che rafforzano il primato di capitale, già affermato in passato, dall’autore di “Cuisine e Vins de France”, Curnonski. Attività che vanno dalla formazione, quali l’Institut Paul Bocuse, in pieno centro, con ristorante e scuola di cucina (già nel 1998 appena fuori Lione nel castello di Vivier, Bocuse era stato il promotore di una scuola di formazione per futuri professionisti della ristorazione e dell’Hotellerie) dove si può mangiare (una cinquantina di coperti) in un locale “bistrot chic”.

Ancora dal cappello di Bocuse sono uscite altre operazioni importanti, quali il ristorante Marguerite, un luogo che rende omaggio alle “madri lionesi”, famose cuciniere a cui, a quanto pare, era ispirata la cucina di Bocuse. La chef è stata un’allieva dell’Institut Bocuse, la sede è nella villa che fu dei celebri fratelli Lumiere.
Questo chef, per mezzo secolo 3 stelle Michelin, è indubbiamente conosciuto per il suo locale di Collogens-au-Mont d’Or, ma di particolare interesse è il suo progetto di far rivivere a Lione lo stile rappresentato dalla brasserie in chiave contemporanea. Nel tempo, nell’arcipelago Bocuse, sono entrate la storica brasserie “Le Nord”, poi è stata aperta “Le Sud” (piatti del Mediterraneo), quindi “L’Est” (cucina di viaggio), “L’Ouest” (cucina delle isole). Lione: un esempio dove le iniziative sul cibo non si fermano ai successi, ora è pronta la “Cité international de la gastronomie”. E le città italiane cosa attendono?

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