Panettone anche a Betlemme

La storia natalizia del pane di Betlemme di Cesare Lazzini


Riservato, modesto, non fa parte dello star system dei pasticcieri (fenomeno in ascesa con le stesse stigmate dello chef star system), ma i suoi lievitati sono da primo della classe, a volte frutto di notti in bianco. Cesare Lazzini ha un piccolo laboratorio con il fratello Gino, dove si muove a fatica con l’aiuto del figlio. Non riesce a produrre che 30 panettoni al giorno, scontentando molti clienti che hanno assaporato almeno una volta le sue dolcezze, a cominciare dalle brioches.

Il consiglio, a chi attende in fila con il rischio di rimanere senza il panettun, è di godersi un budino di riso o i bomboloni (cotti nel forno a vapore) con un ottimo caffè napoletano e di ordinare una torta di riso (diversa dal budino). Il panettone è il prodotto di punta di Cesare, a cui negli anni ha dedicato molto tempo con sperimentazione di farine di grani diversi e soprattutto grande amore al lievito madre che coltiva come un figlio. Così sono cresciuti il classico, il classico basso glassato (diciamo veneziana) e il pane di Betlemme, a forma di croce e all’interno con datteri e miele.

Questa chicca ha una sua bella storia, direi natalizia, anche perché è nata durante i giorni di Natale a Betlemme, dove tuttora viene prodotto da 12 giovani che Cesare, nel 2014, ha “allevato” prima a Betlemme, poi a Marina di Massa nella sua pasticceria per produrre pani e, appunto, il dolce di Betlemme. Un legame tra Cesare e i suoi ragazzi che continua: qualche giorno fa lo hanno pregato di inviare loro nuovi stampi per far fronte alla produzione natalizia.

Contatti

PANDOLCE, CAFFÈ, CROISSANT

Piazza Betti 39, Marina di Massa (MS)
329.7545134

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