Sorpresa nel dessert

Alla Piazzetta di Montevecchia per un menù non tradizionale e gelati sorprendenti


Anche Milano ha la sua Fiesole, come Firenze, o Asolo come Venezia, dove fuggire la calura per godersi quel poco di fresco tra luglio e agosto. E’ Montevecchia borgo piacevole, famoso tra i buongustai per i suoi caprini, meta di milanesi e monzesi per la gita fuori porta. Per attrarre non basta la gradevolezza di un luogo, ci vogliono anche buoni piatti a un prezzo corretto (il territorio Lecco-Monza non offre grandi scelte culinarie, sebbene qua e là ci sia un emergente mercato gastronomico).


A Montevecchia c’è comunque un posto giusto: “La Piazzetta” (piazzetta Agnesi, 3 – tel. 039.9930106). Il locale è una vecchia casa borghese che, a prima vista, chiama una cucina d’antan, quella della mamma. Fa pensare ai salumi con giardiniera, al risotto con le salsicce, alla pollo alla contadina. Non è così. Una volta seduto nel terrazzino mentre si respira, finalmente, un’aria leggera, fresca e si guarda il panorama di Milano, mi aspetto un patron con pronuncia dialettale, invece eccoti un distinto signore altoatesino, Walter Stuerz; da anni ormai a Montevecchia, arrivato per motivi di cuore (la moglie Marinella).


Niente slang lombardo dunque di questo flemmatico, gentile ed efficiente patron che racconta i piatti, per niente tradizionali, ma un rinnovato menù degustazione (5 portate) a 40 euro, realizzato dal giovane cuoco Denny Manzoni. Delicato il gazpacho di pomodoro, verdure croccanti e mozzarella di bufala, sapidi i ravioli di salsiccia, fonduta di formaggino fresco e zafferano, intrigante il risotto alla scamorza affumicata e gamberi con pesto di rucola e cipolla di Tropea, ermetico per me il baccalà mantecato come risotto (insomma non l’ho capito), gustoso il petto di anatra, fragole all’aceto balsamico con rosti di patate. Variegata scelta di dolci con i sorprendenti gelati che fanno capolino per la grande qualità nello strudel e nella zuppetta di frutta. Il segreto: la gelateria di proprietà di fronte al ristorante. Vale una visita. 


Sine qua non

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