Un ristorante creativo con l'anima da osteria

Al Grano di Pepe di Ravarino la materia prima e l'orto si mescolano ai viaggi di Rino Duca


Ravarino è il set cinematografico di Rino Duca, cuoco autoditatta, che ha sfidato il territorio, molto legato a tortellini/oni, gnocco fritto & co. e un po’ contrariato alle atipicità, aprendo Il Grano di Pepe, ristorante creativo con un’anima da osteria, oggi tra le mete più raccomandabili nei dintorni, e non solo. Ogni suo piatto è una pellicola di ricordi, incontri, viaggi e ispirazioni, che racconta personalmente in sala, prima o dopo la degustazione del piatto, con una voce squillante e la sua energia positiva. 

Gli attori, da sempre in copione, sono e saranno la sua Sicilia ritrovata, la materia prima e il suo orto, che ha avuto il potere di ridimensionare la sua professione, regalandogli una prese di coscienza, che in molti cuochi dovrebbero sperimentare. A dettare i ritmi non sono le guide e i giornalisti, ma la nascita della vita e la natura che non puoi fare a meno di attendere, ascoltare, capire e regalare a tavola.

Scena 1. Siamo nel mercato di Ballarò. Pane e panelle e lo sfincione. Sono i titoli di testa e il benvenuto per “ricordami da dove vengo”.
Scena 2. Zuppa di pesce tra Palermo e Marsiglia. La cartolina è doppia. Da una parte il ricordo d’infanzia delle navi in partenza dal porto e dall’altra una visita in gioventù della città marittima nel sud della Francia e l’assaggio della bouillabaisse. Dall’incontro nasce questo meraviglioso piatto che esplode di colore, sapore e passione.
Scena 3. Tonno alla palermitana. Che non esiste, ma fa suo partendo dal profumo di panatura all’origano delle griglie roventi che inebriano i mercati siciliani. Una tagliata che valorizza una grande materia prima, cotta/non cotta alla perfezione, corredata e completata da un’insalatina di finocchi, arance e capperi.

Poi capita un viaggio in Scozia. Cosa succede in seguito?
Nuovi attori in scena, con suggestioni tematiche a tavola e una carta di Whisky assai rara.
Scena 1. Cullen Skink. Siamo al mare. Com’è tipico del luogo, la giornata è fredda e piovosa. Abbiamo bisogno e desiderio di un piatto per riscaldarci. Una zuppa succulenta e sostanziosa, reinterpretata abbinando i tre elementi fondamentali della ricetta tradizionale: l’affumicato, la parte “materna”, come la chiama lui a base di panna e latte, e il pesce. Rimanendo al km 0 d’ispirazione quindi abbiniamo lo Scotch Whisky Bowmore.
Scena 2. Mac & Cheese. I supermercati scozzesi sono pieni di pasta in scatola. Eresia e necessità di riportare tutto al giusto ordine delle cose, considerando anche che per loro è un contorno.
La pasta viene cotta molto al dente, “inscatolata”, e finita al forno, per poi arrivare al tavolo perfetta, da aprire e godersi anche divertendosi, aspetto fondamentale a tavola. Modernità ma anche profonda tradizione italiana nella proposta di questa cacio e pepe.
Scena 3. Cornetto al whisky. Ricordate il cornetto algida al whisky? Eccolo riproposto in qualità. Il cono, internamente spennellato di cioccolato, viene riempito a tavola con gelato, panna e uvetta allo zibibbo, perché un tocco di sicilia c’è sempre.

E il recente viaggio in Giappone avrà cambiato qualcosa?
Ovviamente. È ancora un’iniezione di energia, spunti …. e umami.
Scena 1. Parmigiana di melanzane in versione orientale. Se prima del viaggio era la tradizionale siciliana, ora è uno spogliare il piatto per arrivarne al cuore e alla purezza degli ingredienti. Fulminato e attratto dall’idea del Dashi, eccolo sperimentarlo da subito per servirci la sua versione al pomodoro e basilico, un brodo versato su dei cubi di melanzana appena cotti alla griglia con una grattuggiata di provola. Per mangiarla bacchette ma per i puristi della tradizione bocca e risucchio.
Scena 2. Gelato al wasabi con melone.

Ma l’anima da osteria?
È nel suo rapporto dialogico ed empatico con gli ospiti che vogliono farsi coccolare e trascorrere qualche ora di piacere nel godersi lo spettacolo, in un ambiente intimo e raccolto. La visione può durare quatto, sei o nove (i tre menù degustazioni intitolati con i numeri delle portate), oppure a piacere. In tutti i casi quando usciranno i titoli di coda vi rimarrà il desiderio di ritornare.

Contatti

IL GRANO DI PEPE

Via Roma 178, Ravarino (MO)
059.905529 - 391.3172377
info@ilgranodipepe.it
www.ilgranodipepe.it

ADV

Leggi anche


Una cena da Mazzo, il bistrot della borgata

Davide Paolini il 06 dic 2018

La Barbagia in un autentico ristorante sardo

Nicolò Corvetti il 27 nov 2018

Che sorpresa, il tartufo e lo chef tra i "sassi"

Davide Paolini il 21 nov 2018