Ring - Curiosità e Dibattiti
Caro gastronauta, sul vino industriale e naturale...
Da una mail arrivata in redazione uno spunto su cui riflettere
Pubblicato da Davide Paolini, il 17/01/2012 in AttualitàCaro Gastronauta di Radio 24,
ho ascoltato con interesse la trasmissione su Radio24 sui prezzi gonfiati. Sono rimasto stupefatto quando ho sentito parlare di vini industriali e a seguire contrapposti i vini naturali. Secondo il senso comune i vini industriali sono quelli sempre uguali, prodotti in milioni di bottiglie. Una categoria dunque di cui fanno parte Dom Perignon, Ferrari spumante e molti altri. Mi chiedo se dobbiamo considerare allora queste aziende vinicole come un’azienda automobilistica o un’impresa di cellulari. Ritengo sia quella dei vini industriali una definizione demenziale, così come quella naturale. Che significa che questi vini sono incontaminati e puri mentre gli altri non sono naturali? Tra l’altro dal punto di vista linguistico l’opposto di naturale dovrebbe essere artificiale e non industriale, mentre il corretto opposto di quest’ultimo è artigianale. Certo non sono un addetto, vorrei capirne di più, ma mi pare sia un mondo molto approssimativo. Dove posso approfondire? Grazie
Gaspare Scaruffi
Caro Scaruffi,gli interrogativi posti li condivido in pieno. Penso che “industriale" quando è riferito al vino, è in termini dispregiativi, come dire: milioni di bottiglie, vinello fatto in serie, tutto uguale, con magari interventi artificiosi o malandrini. Chiedo se ancor oggi ci siano vini di questo genere, spero proprio di no. In tutti i settori (moda, design, etc) ci sono attività industriali di livello, che ben rappresentano il made in Italy, anche nel settore agroalimentare. Non penso sia corretto per il vino usare comunque il termine industriale solo per la quantità prodotta.
Comunque sia, si tratta di un prodotto che parte dalla terra e molti aziende produttrici di milioni di bottiglie possiedono migliaia di ettari a vigneto. E’ chiaro: ci sono buoni e cattivi vini sia in produzioni di larga scala che in produzioni di nicchia. La definizione naturale non è un concetto acclarato, viene usata per far rientrare tutti quei vini ottenuti da uve biologiche o biodinamiche (tra le due esistono non poche differenze) e che non subiscono poi trattamenti invasivi anche nelle operazioni di cantina. E su questo punto, come su altri, ci sono diversi punti di vista (lieviti selezionati spontanei o aggiunti, solforosa etc), la dimostrazione è che i produttori sono divisi in più associazioni con loro disciplinari diversi.
La tua lettera mi fa pensare che su questo tema molti abbiano le idee confuse e allora perché non farne una trasmissione su radio 24 con alcuni esperti? Dunque a sabato 21 ore 11 su Radio 24 nella trasmissione Il Gastronauta.
Davide Paolini
Commenti a questo articolo
aussie
(117 giorni fa)
Cari Gaspare Scaruffi e Davide Paolini e tutti gli ascoltatori, non ci può essere confusione.
L' obiettivo di "qualità" di ogni prodotto industriale è essere sempre "uguale a se stesso".
Che sia un' auto, una lavastoviglie, un computer oppure una bottiglia di vino , ogni mezzo (processo produttivo) è finalizzato (in modo lecito) all' ottenimento di questo obiettivo.
In quest' ottica una Toyota Yaris od una Audi A4 sarà di maggior qualità di una Zonda Pagani, ma voi cosa preferite (costo a parte)?.
Ogni altra osservazione vien da sé, io le mie scelte le ho fatte da tempo.
Viva il vino naturale (od artigianale o come preferiamo chiamarlo).
Poche sere fa ho avuto il piacere di gustare una malvasia di Edi Kante, complimenti.
Ciao
Riccardo
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fiorindonepa
(120 giorni fa)
Non possiamo dire che chi produce migliaia di bottiglie l'anno faccia spazzatura, anche lì si cerca di coniugare qualità con produzione.
Nella mia regione (Abruzzo) ci sono tante piccole cantine che producono vini naturali senza lieviti preselezionati di ottimo livello, produzioni limitate dalle 2000 alle 8000 bottiglie l'anno. Nei miei locali si aprono bottiglie di vini naturali, la clientela soprattutto giovane chiede questo prodotto che poi ha un prezzo accessibile.
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al.angiol
(121 giorni fa)
volendo...."il vino si può fare ANCHE con l'uva"....!
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cantastorie
(121 giorni fa)
...in un certo senso è vero..... il miglior champagne non è quello menzionato, come non lo è il trento doc, anche se le due case possono vantare di avere delle "riserve" eccezzionali .... per non sbagliare, io seguo una teoria......ne troppo piccoli (artigiani) ne troppo grandi (industrie).... è chiaro però che le eccellenze hanno il prezzo delle eccellenze.....
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