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Dieta Mediterranea Patrimonio Umanità

Rinunciamo alla vera cucina italiana per imparentarci a Paesi scarsi di prodotti e diversità

Pubblicato da Arianna Gandolfi, il 24/08/2010 in Attualità
Nonostante il Comitato tecnico Unesco abbia accolto positivamente l'iscrizione della Dieta Mediterranea quale patrimonio immateriale dell'Umanità, il Gastronauta si dice contrario a questa operazione, che finirà con l'impoverire la ricchezza culturale enogastronomica del nostro Paese. Imparentandosi con Spagna, Grecia e Marocco (Paesi con i quali l'Italia si è candidata) il nostro Paese finirà con il perdere il suo individualismo e la sua eterogeneità, divenendo superficialmente il "paese dell'olio extravergine".

La delibera definitiva sarà data a Novembre, quando il Comitato Esecutivo della Convenzione sul Patrimonio Immateriale dell'Umanità si riunirà in Kenya (14-19 novembre). Per ora molto soddisfatti il Ministro Galan, Dario Stefano assessorre alle Risorse alle Risorse Alimentari della Puglia, e Paolo De Castro, Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, che presentò la candidatura già nel 2008, poi fermata da Zaia.

La denominazione "Dieta Mediterra-nea", secondo quanto delineato dall'Unesco, vuole indicare un elemento del patrimonio culturale immateriale relativo alla cultura del mangiare in ambito mediterraneo. Dieta, quindi, come stile di vita, ovvero insieme delle pratiche, delle espressioni, dei saperi con i quali Italia, Spagna, Grecia e Marocco hanno creato nei secoli una continua interazione tra ambiente sociale, culturale, miti, religione e cibo. 

Questa operazione sarà davvero vantaggiosa per i produttori italiani che operano dentro e fuori i confini Nazionali?

  

Commenti a questo articolo

Wellness Gourmet (519 giorni fa)
Secondo me è ora che scendiamo tutti dal pero. Mi fa un po' ridere sentire queste sviolinate sugli italici prodotti quando il vino più venduto in Italia è il Tavernello e la maggior parte degli oli che si trovano sulle tavole degli italiani è difettato (tipicamente riscaldo), oltre ad essere non italiano, ovviamente, ma un blend di oli italiani e stranieri. Secondo me con le leggi e le lobby non si ottiene gran che, la cultura alimentare di un paese la fanno le persone. Con le leggi e le lobby si ottengono soldi per questa o quella grande industria alimentare. La cultura alimentare la fanno le persone che quando vengono in contatto con stranieri dimostrano parlando di cibo quale sia il livello di cultura alimentare che, mediamente, esprime quel paese. Il resto sono solo chiacchere da bar. Per quanto riguarda la dieta mediterranea, che per inciso è una invenzione degli americano, il mio pensiero è scritto qui: http://www.cibo360.it/alimentazione/dietologia/diete/mediterranea_utopia.htm
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scattidigusto.it (519 giorni fa)
Scusa Willer ma è stato proprio Zaia a sponsorizzare il tutto..... E io non sono d'accordo con il Gastronauta. Vediamo di stabilire cos'è esattamente la dieta mediterranea e chi la rispetta. Se volessimo stare allo stretto dovremmo indicare solo il territorio del Cilento? http://www.scattidigusto.it/2010/08/25/dialoghi-estate15-cilento-unesco-dieta-mediterranea-e-angelo-vassallo/
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alloro (526 giorni fa)
Dieta mediterranea è un termine vago e dentro ci può stare di tutto. Ritengo che sia indispensabile indicare in etichetta la vera origine degli alimenti. Come consumatrice vorrei sapere se mangio un pomodoro da dove proviene, se è un prodotto di serra, se ha subito trattamenti per la conservazione, se il paese produttore osserva le stesse regole ammesse in Italia. Non tutto ciò che è coltivato in Italia è migliore per definizione. Starà poi al consumatore valutare, a parità di informazioni qual è il prodotto migliore o il miglior rapporto qualità-prezzo. Non mi va di consumare prodotti delle stagioni precedenti spacciati per "nuovi raccolti" nè di pagare a peso d'oro ortaggi che sono immarcescibili, o che mantengono un aspetto fresco, ma sono guasti dentro o se va bene, totalmente insapori. Diciture del tipo "senza ogm" o "prodotto in Italia" mi preoccupano perchè si dovrebbe dire "coltivato con...in...raccolto e confezionato in..dal tal produttore e la data di produzione, non quella di scadenza! Ho allargato un pò il discorso, ma la dieta mediterranea ha un senso se si parla di alimenti coltivati e prodotti in tutti i Paesi lambiti da questo mare in modo sano e corretto: è la qualità che determina i benefici. Se la qualità dell'olio è determinata dal modo in cui vengono raccolte e conservate le olive prima della spremitura che è ormai tutta fatta "a freddo" perchè non indicarlo in etichetta, come valore aggiunto e garanzia di un prodotto davvero ottimo protagonista della dieta mediterranea, degno dei riconoscimenti più qualificati.
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willer48 (526 giorni fa)
Sono perfettamente d'accordo! K'aver perduto Zaia all'Ahricoltura è stata una vera e propria iattura!! Zaia è uomo dal cervello "fino" e aveva capito chiaramente che tutta l'operazione serviva a Spagna, Grecia e Marocco per mettersi "allo stesso livello dell'Italia". Quell'imbecille "bonaccione" di Galan, nonchè il solito parlamentare italiano che si è vendito agli altri nel Parlamento Europeo (parlo di Paolo Di Castro) sono imboccati con tutte le scarpe. Vedrete che succederà: la ns. qualità non è nemmeno avvicinata da Spagna, Grecia e tantomeno Marocco, C'è una sola "Dieta Mediterranea" e questa è solo "Made in Italy". Sarà un bel problema, per i ns. prodotti di qualità, competere con questi Paesi; valga per tutti quanto è accaduto e accade tutt'ora in merito al "cosiddetto" olio extravergine Spagnolo, una vera e propria fetenzia per noi Italiani, abituati a ben altro. Purtroppo, non bastano i danni che questi politici incompetenti e imbecilli fanno in Italia, adesso ci danneggiano anche dagli scranni del Parlamento Europeo. Povera Italia!! Saluti.
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