Ring - Curiosità e Dibattiti
Ribollita
Le ricette del Gastronauta fatte di ricordi e antiche tradizioni
Pubblicato da Davide Paolini, il 31/01/2012 in Idee in cucinaNon so quante volte ho divorato la ribollita durante le frequentazioni di trattorie toscane con lo zio e con il mio babbo. Nonostante questo, il ricordo di questo piatto corre a Roma durante i primi anni di matrimonio con Alessandra, cuoca provetta di mangiari toscani, perché un giorno mi ha spedito alla ricerca del cavolo nero, per lei conditio sine qua non per una ribollita DOC. Dopo aver girato mezza Roma, finalmente ho scovato il cavolo nero, ma sono rimasto sconvolto del costo. Non solo. Quando ho fatto ritorno a casa sono stato trattato come un incompetente perché quel cavolo nero non aveva subito la gelata: un trattamento fondamentale per i toscani...
Ingredienti per 4 persone:1 ciuffo di cavolo nero, 1/4 di cavolo verza, 1 mazzetto di bietola, ½ porro , ½ cipolla, 2 patate, 2 carote, 1 gambo di sedano, 150 g di fagioli cannellini secchi, 2 pomodori, 200g di pane casereccio, olio extravergine d’oliva, sale e pepe.
Procedimento:
Mettete in ammollo i fagioli cannellini secchi per una notte intera. Una volta che i fagioli si saranno ammorbiditi lessateli in due litri di acqua. Tagliate la cipolla a fette sottili e fatela rosolare in una pentola con dell’olio extravergine d’oliva. Tagliate le verdure grossolanamente, aggiungetele alla cipolla e fatele appassire lentamente per dieci minuti circa. Coprite le verdure con dell’acqua, unite metà dei fagioli, salate e pepate. Frullate gli altri fagioli e uniteli alla ribollita. Continuate la cottura a fuoco moderato per due ore circa.
In un tegame alternate fette di pane casereccio e mestoli di minestrone, fate ribollire prima di servire per altri dieci minuti, aggiungete un filo d’olio extravergine d’oliva e del pepe macinato al momento.
Curiosità: Cavolo riccio nero di Toscana
Membro della famiglia dei cavoli senza testa è un ecotipo tipico della zona di Firenze ed Arezzo, coltivato da almeno cento cinquant’anni. Prende questo nome perché ha le foglie grandi particolarmente scure, anche se con nervature chiare e dalla superficie frastagliata da bolle abbastanza grosse. Il sapore è molto intenso, si coltiva per lo più con sementi autoriprodotte e la vendita avviene a privati direttamente in azienda.
Ecco l'elenco completo delle ricette della memoria >>
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