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Stoccafisso (baccalà) fritto

Le ricette del Gastronauta fatte di ricordi e antiche tradizioni

Pubblicato da Davide Paolini, il 07/02/2012 in Idee in cucina
In Veneto si chiama baccalà ciò che altrove viene denominato stoccafisso. Ho una particolare passione per questo boccone prelibato che mi riporta sempre a Roma da "er filettaro di Santa Barbara", un luogo mitico per i gastronauti. Qui lo stoccafisso si trasforma in cibo di strada, da gustare magari in piedi o su uno dei tavolini della piazza. La ricetta però mi è stata regalata da Sara, veneziana DOC, durante il Carnevale di quella città, dove il cibo è protagonista nelle case dei bellissimi campi.

Ingredienti per 4 persone
800g di stoccafisso ammollato, vino bianco secco di Custoza, sale, olio extravergine d’oliva per friggere; 
Per la pastella: 300g di farina, 2 uova, 1 bicchiere di birra, sale.

Procedimento
Tagliate lo stoccafisso a pezzi grandi di uguale dimensione, pulitelo e fatelo bollire in abbondante acqua per pochi minuti. Mettetelo in un contenitore con il vino a marinare per un’ora. 
Nel frattempo preparate la pastella. Setacciate la farina in una ciotola ed incorporate le uova, il sale e lentamente la birra mentre si mescola con forza. Continuate a mescolare fino a raggiungere un composto cremoso e privo di grumi, fatelo riposare per un’ora circa. 
Prendete lo stoccafisso, asciugatelo, tagliatelo in pezzi più piccoli, infarinatelo e passatelo nella pastella. Friggete in abbondante olio bollente fino a quando non saranno ben dorati.

Curiosità
Il bianco di Custoza si ottiene da una miscela particolare di uve, per lo più Trebbiano toscano e Garganega, poi Tocai friulano e per un minor quantitativo una o più delle seguenti varietà: Cortese, Malvasia toscana, Riesling italico, Pinot bianco e Chardonnay. La zona di produzione è nel versante orientale del Lago di Garda che per il suo clima mediterraneo è votato alla viticoltura, infatti nella parte meridionale si sovrappone a quella del Bardolino.

Ecco l'elenco delle ricette della memoria >>



  

Commenti a questo articolo

Cesco (98 giorni fa)
Condivido quello che dice Franco . Anch'io , che sono di Savona , ho sempre chiamato Baccalà quello sotto sale e stoccafisso quello essiccato che si può trovare anche ammollato in acqua. L'uso dell'olio d'oliva per friggere è una debolezza di noi liguri e probabilmente è altrettanto valida , se non migliore la frittura in un buon olio di semi . La marinatura nel bianco di Custoza mi pare sinceramente inutile.
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Cesco (98 giorni fa)
Condivido quello che dice Franco . Anch'io , che sono di Savona , ho sempre chiamato Baccalà quello sotto sale e stoccafisso quello essiccato che si può trovare anche ammollato in acqua. L'uso dell'olio d'oliva per friggere è una debolezza di noi liguri e probabilmente è altrettanto valida , se non migliore la frittura in un buon olio di semi . La marinatura nel bianco di Custoza mi pare sinceramente inutile.
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danka (100 giorni fa)
e quale sarebbe la temperatura dell'olio e dello stoccafisso ?
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