Taccuino - Editoria e Multimedia
Insetti salva fame
L'aumento della popolazione e il rischio di carestie aprono nuovi scenari sul futuro dell'alimentazione
Pubblicato da Elena Maccone, il 17/05/2013 in Radio 24Dicono che nel 2050 saremo in 9 miliardi di persone. Dicono pure che l’incremento della popolazione legato alla crescita del benessere complessivo sarà un bel problema in termini di quantità, qualità e sicurezza del cibo. Per non parlare dell’effetto a cascata su risorse territoriali, idriche, forestali e sul patrimonio di biodiversità. Le previsioni arrivano dalla FAO e delineano un quadro in cui la principale urgenza, nei prossimi anni, sarà quella di garantire a tutti un equilibrato supporto alimentare. Ma dove trovare il necessario per sfamare tutti quanti?
Il barnum della gastronomia
Tutti alla corte del nuovo Dio Cibo, ma senza cultura del prodotto e della materia prima
Pubblicato da Davide Paolini, il 13/05/2013 in GiornaliIn comunicazione viene chiamata «ridondanza», nelle chiacchiere di bar si dice «il troppo stroppia». Questi diversi riferimenti, ma comprensivi del colto e dell'inclita, sono riservati alla grande orgia sul cibo a cui stiamo assistendo. Forse, visto l'argomento, è meglio definirla grand bouffe, dal titolo di un noto film di Marco Ferreri. Chef, ricette, fuochi, padelle, ristoranti, vino sono diventati attori della scena mediatica, nonché veri e propri protagonisti dei dibattiti negli uffici, nei negozi, negli incontri serali tra amici, al cellulare, su Facebook, su Twitter.
Resto del Mondo batte Italia
Nelle graduatorie internazionali dell'alta ristorazione il nostro Paese è poco presente, malgrado tradizione e qualità della materia prima
Pubblicato da Elena Maccone, il 10/05/2013 in Radio 24Viene da chiedersi di quale considerazione goda internazionalmente la cucina italiana. Il dubbio ti passa per la testa guardando la recente classifica dei 50 ristoranti migliori al mondo, dove domina la Spagna (tre dei loro nei primi dieci) e si nota una grande avanzata dei cuochi dal Sudamerica. Un vero trionfo spagnolo dopo che, nelle ultime due edizioni, il primo posto se l'era guadagnato un cuoco danese, Renè Redzepi del Noma, prima dell'uscita di scena di Ferran Adriá, che aveva dominato la classifica per anni.
Parla catalano l'alta cucina internazionale
Così sentenzia la classifica World’s 50 Best Restaurant, ma la vera sorpresa arriva dal Sudamerica
Pubblicato da Davide Paolini, il 06/05/2013 in GiornaliArieccoli gli spagnoli al comando. Venivano dati quali desaparecidos nel ghota mondiale della ristorazione, dopo l’esilio di colui che li aveva valorizzati e imposti, ovverosia Ferran Adrià, invece eccoli ad occupare di forza la graduatoria dei migliori locali del mondo; sottolineiamo, secondo la rivista inglese “Restaurant” che si è inventata il giochino dei “World’s 50 Best Restaurant” (poi in effetti la classifica ne conta fino a 100).
Farine alla riscossa
Ingrediente una volta poco considerato, oggi la farina è oggetto di forte interesse da parte di artigiani e consumatori
Pubblicato da Elena Maccone, il 03/05/2013 in Radio 24Tempo fa quando si parlava di pizze, panettoni, pasta e pane difficilmente ci si soffermava sulla qualità e tipo di farina che veniva adoperata per la loro preparazione. Poi è arrivato il Kamut, un grano che vantando proprietà nutrizionali elevate ha rivoluzionato i consumi dei farinacei e ha aperto forse la strada a nuove interpretazioni sull’uso e la lavorazione della farina. L’attenzione di produttori e consumatori si è rivolta sia ad antiche varietà di grano, vedi il caso del Senatore Cappelli, sia ad altri cereali.
Che colpo col nasometro!
Basta un inconveniente oppure lasciarsi guidare dal fiuto per scoprire locali dove mangiare bene
Pubblicato da Davide Paolini, il 29/04/2013 in GiornaliÈ il caso, molto spesso, che porta alla scoperta golosa. Metti un mezzogiorno di traffico o una sera l'incidente di turno che ti blocca. L'esperienza mi ha insegnato di uscire dall'autostrada o di cambiare rotta in strade normali o addirittura, anche quando tutto fila liscio, di lasciar andare l'auto secondo il fiuto per una sosta godereccia. Sono tanti i posti giusti che ho trovato attraverso il nasometro.
L'ultima mia avventura si chiama «Osteria delle Vigne» (Viazzano di Parma, tel. 0525/404328).
Pesce italiano, scatta il Dependence day
Secondo una recente indagine dal 21 aprile il pescato made in Italy è tecnicamente esaurito
Pubblicato da Elena Maccone, il 24/04/2013 in Radio 24Il 21 aprile. Segnatevi bene questa data in agenda, perché è stato un giorno spartiacque secondo la New economics foundation (Nef). E di acqua, o almeno di mare, si parla nel rapporto che la fondazione inglese ha stilato in materia di pesca europea. Stando a questa indagine, sabato scorso era per l’Italia il Fish dependence day, cioè il giorno in cui il nostro Paese inizia a essere dipendente dalle importazioni per coprire il proprio fabbisogno di pesce. La notizia eclatante è che siamo autosufficienti per appena il 30 per cento del pesce che consumiamo.
Beviamo meglio!
In Italia si consuma sempre meno vino, in controtendenza rispetto a Nord Europa e Usa
Pubblicato da Davide Paolini, il 15/04/2013 in GiornaliSiamo diventati più saggi, più attenti al cosiddetto benessere, insomma ci vogliamo più bene, oppure il portafoglio piange? È una dovuta riflessione di fronte al calo dei consumi di vino pro capite passati dai 120 litri degli anni 70 ai 42 litri del 2011 (previsioni in discesa per i prossimi anni). È importante rilevare che lo stesso fenomeno tocca pure gli altri due storici produttori di vino, la Francia, passata da 160 litri nel 1965 a 45 litri nel 2010 e quindi la Spagna da 50 a 18 litri attuali.
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