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Il Carrubo
E le sue pietre preziose in quel di Ragusa
Pubblicato da Davide Paolini, il 30/05/2010 in GiornaliLeggi il domenicale!
Sono gioielli appesi ad alberi sempreverdi dalla chioma fondosa, parte integrante del fascinoso territorio ragusano, ma tuttora pochi li conoscono per le loro valenze. Basti pensare che sono stati quasi sempre usati come semplice foraggio a basso costo per gli animali da soma. Sono i frutti “dimenticati” del carrubo, un albero conosciuto dagli antichi greci, come keratea (i baccelli: keratia) i cui semi, color bruno scuro, tutti dello stesso peso, sono i “quirat” (in arabo significa peso costante), impiegati per quantificare la ponderosità delle pietre preziose e divenuti poi unità di misura, come “carati”. Veri e propri gioielli quindi “ricchi” e “molto pregiati” per i tanti utilizzi che si possono trarre anche dalle sue foglie e dai suoi fiori dal profumo intenso a cominciare dal miele.
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