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Prezzo e vino

Se larga parte della domanda di vino dei consumatori è sotto i 3 euro, torneremo agli anni 80?

Pubblicato da Davide Paolini, il 23/04/2010 in Radio 24
Ascoltate la trasmissione in onda sabato 24 Aprile, su Radio 24! 

Visto che la domanda del pubblico si aggira attorno ai 2 / 3 euro,  ci chiediamo se il sistema vinicolo italiano sia in grado di offrire un prodotto a questo prezzo.  Davide Paolini ne discuterà con grandi esperti del settore, per capire se i margini economici entro i quali lavorare sono così limitati da influire sulla qualità del vino. Negli anni a venire prediligeremo la quantità e non più la qualità?

Interverranno Antonio Capaldo -Feudi di S. Gregorio-, Leonardo Valenti – enologo, Roberto Cipresso – enologo, Andrea Grignaffini – enologo,  Carlo Cambi – giornalista, Marco Caprai – produttore, Maurizio Zanella – Cà del Bosco, Bruno Ceretto – produttore, Federico Graziani – sommelier di Aimo e Nadia, Francesco Zonin.

  

Commenti a questo articolo

Cesco (629 giorni fa)
Io sono un bevitore abituale che ovviamente non disdegna bere anche vino di buona qualità e concedersi ogni tanto una bottiglia particolare per il piacere ed il desiderio di conoscere. Sulla mia tavola il vino quotidiano è quello che io acquisto sfuso da produttori che ho selezionato e conosco personalmente ed il prezzo medio si aggira sui 2 / 3 Euro al litro. La regola da seguire per bere vini che abbiano seguito un percorso onesto è quella di affidarsi a produttori che siano conosciuti o a consorzi di produttori che danno garanzie di avere cura della vigna, attenzione alla vendemmia, cantine pulite e passione. Non è difficile bere quotidianamente un buon vino ad un prezzo onesto o comunque accettabile. Va tenuto presente che lo stesso vino che si può comprare sfuso a 2 euro viene venduto dal produttore ad un prezzo che è , se va bene, 4 volte superiore. Le operazioni di imbottigliamento, etichettatura, imballaggio, gestione e movimentazione dei magazzini costano e anche parecchio. Se poi voglio bere un Brunello od un Barolo, un Franciacorta od un Recioto non posso certo pensare di acquistare questi vini sfusi, per motivi a tutti conosciuti ed ovviamente devo acquistarli in bottiglia a prezzi che talvolta possono sembrano eccessivi e che non sempre sono giustificati dalla qualità.
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cicciocasoria (637 giorni fa)
Ma gli scandali del falso brunello o dell'amarone non insegnano niente???? Io dico che c'e' piu' verita' nei vini di medio prezzo che in quelli di fascia altissima anche perche' chi compra certe bottiglie dai prezzi assurdi lo fa certamente perche' non riesce ad emozionarsi davanti ad un onesto bicchiere di vino frutto di fatica contadina
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enociccio (647 giorni fa)
@cicciocasoria Non ho capito il paragone. Cosa c'entra il falsificare? Io credo che se uno vuole bere bene, debba essere disposto a spendere cifre più importanti. Se HAI BISOGNO di bere tutti i giorni, puoi, come fai tu, fartelo da solo, oppure, se non hai disponibilità finanziarie, accontentarti di una qualità più bassa. Se un produttore deve fare anche vini di fascia "mediana" ha un costo gestionale che influirà negativamente sia sui vini di prima gamma che, ancora di più, sui vini economici. Tralasciando questa fetta di mercato, potrà permettersi di fare pagare ancora meno il vino base, oppure, in alternativa, farlo di qualità superiore. Tutto questo IMHO.
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cicciocasoria (651 giorni fa)
E' piu' conveniente falsificare una banconota da 50 euro o da 5?????? Io sto con i vini di medio prezzo anche perche' il vino che bevo tutti i giorni lo faccio da me e so quanto costa!!
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enociccio (651 giorni fa)
Innanzi a tutto bisogna distinguere il mercato. Il vino si rivolge principalmente a due tipi di mercato, il primo è quello degli “amanti” del vino e per questo tipo di mercato non credo che il prezzo, dei 2-3 euro, sia importante, il livello di spesa è molto più alto, io identificherei il limite intorno ai 20-30 euro a bottiglia. Il secondo, quello immensamente più grande, è quello dei bevitori di vino abituali. Qui il prezzo ha una rilevanza veramente notevole. Chi beve vino tutti i giorni, a tutti i pasti, può non permettersi di spendere cifre che, alla fine del mese, occupano una parte importante dello stipendio, che ad oggi non è poi così grande. Una politica, da parte dei produttori, che vedrei vincente, è quella di produrre due fasce di vino, una di “prima gamma” dove il produttore produrrà il miglior vino che riesce a fare e lo venderà al prezzo che ritierrà opportuno, ed una, cercando di fare il meglio che può in funzione del prezzo a cui lo vorrà vendere, che si rivolga ai clienti che bevono abitualmente, ma che non si possono permettere di spendere cifre che metteranno in crisi il bilancio famigliare. Ritengo inutile produrre vini di fascia mediana. Generano solo confusione nel consumatore essendo in una fascia di prezzo che non garantisce la massima qualità ed al tempo stesso ad un prezzo comunque eccessivo.
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tomasoruzittu (652 giorni fa)
La decisione di abbassare la resa per ettaro di alcuni Consorzi di produttori penso sia una saggia decisione. Molti vini valgono quel prezzo! Ovviamente se parliamo di vini prodotti in ambiente biologico, con rese bassissime (35-40 q./ha.) ed in ambiente vocato ..... il mercato credo sia disposto a pagare!!!! Una proposta: perchè non si dichiara in etichetta la resa di uva per ettaro?
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cantastorie (653 giorni fa)
Questo è un bel quesito, ma non credo ci sia una risposta, in quanto il prezzo, anche se è fatto dal mercato, non può influenzare la selezione, chi preferisce bere bene, senza esagerare beninteso, deve trovare la giusta proposta qualitativa in concomitanza con la serietà di produttori che si ritengano all'altezza di offrire del vino che non deve essere solo gustoso ma che deve tenere conto, oltre al prezzo dei requisiti di naturalezza e di disciplinare che ne formano la qualità intrinseca.. forse, e qui sta il busillis, sono terminati i tempi che a fare del vino discreto ci si poteva arricchire....
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