Risultati per Squisito: 7 risultati
Passatelli di Romagna
Squisito! Ritorno alla semplicità
Itinerario nel Buonpaese
Pubblicato da Arianna Gandolfi, il 22/04/2010 in Eventi30 aprile - 3 maggio 2010
San Patrignano (RN)
Ritorna la settima edizione di Squisito!, che da venerdì 30 aprile a lunedì 3 maggio 2010 ci proporrà un interessante e divertente itinerario a San Patrignano, a base di cuochi, prodotti, ricette e vini. Tantissime le novità di questa ormai storica manifestazione enogastronomica interamente realizzata all’interno di una comunità di recupero. Prima fra tutte la proiezione di una serie di filmati dedicati alle produzioni enogastronomiche italiane, ideata e diretta da Carlo Bozzo e Davide Paolini.
Pesto genovese
Con mortaio, basilico e pinoli
Pubblicato da Davide Paolini, il 06/04/2010 in EventiSeguite i viaggi del Gastronauta verso Squisito! 2010 - Ritorno alla semplicità - Come spendere meno con più gusto
E pesto fu. Con trenette, corzetti, lasagnette, picagge (tagliatelle) e testaroli. Il pesto genovese si sposa con qualsiasi formato di pasta ligure e non, così come il pomodoro, ideale condimento per formati corti e lunghi. Il pesto alla genovese ha storia anctica: è una preparazione così longeva da essere protagonista delle tavole fin dall'Ottocento, quando i cuochi locali, i Rossi e i Ratto, la denominarono "battuto o sapore all'aglio".
Pasta con le sarde
Dalla Sicilia con amore
Pubblicato da Davide Paolini, il 16/03/2010 in EventiEcco l'ultima tappa dei viaggi del Gastronauta verso Squisito! 2010 - Ritorno alla semplicità - Come spendere meno con più gusto
È la pasta cu li sardi, ovvero il piatto bandiera della cucina siciliana, nel quale tutti i siciliani si identificano, capace di sintetizzare in una sola portata i più esilaranti sapori della Trinacria.
Finocchietto, sarde, uva passa, mandorle e zafferano contribuiscono a creare il condimento dei pirciatu, ovvero dei bucatini di semola di grano duro, a volte sostituiti dai perciatelli, leggermente più grossi e chiamati anche col nome generico di maccheroni, o dai mezzi ziti. Nessuna traccia di pomodoro nella versione ufficiale:
I maccheroncini di Campofilone
Talmente fast che si posso cuocere direttamente nel sugo!
Pubblicato da Arianna Gandolfi, il 09/03/2010 in EventiSeguite i viaggi del Gastronauta verso Squisito! 2010 - Ritorno alla semplicità - Come spendere meno con più gusto
Anche se nel linguaggio comune la parola maccheroncini indica generalmente un formato di pasta corta, nelle Marche corrisponde una specialità di pasta lunga conosciuta fin dal Quattrocento. La storia racconta che questa pasta nacque in un borgo agricolo collocato sopra un colle della bassa valle dell’Aso, affacciata sull’Adriatico, dove Adorna Albanesi, nel 1912 la ripropose all’interno della sua trattoria La Campofilone, luogo dal quale si propagarono i laboratori artigianali di maccheroncini, ora diffusi su tutto il territorio.
La ribollita
Povera ma gustosa, è la regina delle minestre toscane
Pubblicato da Arianna Gandolfi, il 24/02/2010 in EventiSeguite i viaggi del Gastronauta verso Squisito! 2010 - Ritorno alla semplicità - Come spendere meno con più gusto
“Domani è festa se si mangia la minestra”. E allora, senza lesinare, pensiamo alla ribollita toscana, alla pappa al pomodoro, a tutte le minestra in brodo che, come tradizione contadina comanda, a lungo sono state protagoniste dei giorni di festa e, soprattutto, della domenica. Anolini, cappelletti, pastina, tagliatelle, maltagliati: di minestre i ricettari sono pieni anche se, secondo le tendenze del XXI secolo, di minestre in brodo i commensali ne richiedono davvero poche.
Gli spaghetti al pomodoro
Considerati erronemanete un piatto banale, riassumono l'essenza della cucina italiana
Pubblicato da Arianna Gandolfi, il 09/02/2010 in EventiSeguite i viaggi del Gastronauta verso Squisito! 2010 - Ritorno alla semplicità - Come spendere meno con più gusto
Spaghetti al pomodoro. Banali, direte voi? In effetti sono rimasti in pochi ad ordinarli al ristorante, concedendosi un piatto corposo e genuino allo stesso tempo, nato da un mix perfetto di ingredienti e pazienza. Nonostante gli chef vogliano misurarsi per lo più con piatti creativi, sdoganati da qualsiasi regola, non c’è dubbio che, di questi tempi, la vera “prova del cuoco”, rimanga preparare un piatto semplice e arcaico, come tradizione comanda.
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