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Risultati per chef: 45 risultati

Il barnum della gastronomia

Tutti alla corte del nuovo Dio Cibo, ma senza cultura del prodotto e della materia prima

Pubblicato da Davide Paolini, il 13/05/2013 in Giornali
In comunicazione viene chiamata «ridondanza», nelle chiacchiere di bar si dice «il troppo stroppia». Questi diversi riferimenti, ma comprensivi del colto e dell'inclita, sono riservati alla grande orgia sul cibo a cui stiamo assistendo. Forse, visto l'argomento, è meglio definirla grand bouffe, dal titolo di un noto film di Marco Ferreri. Chef, ricette, fuochi, padelle, ristoranti, vino sono diventati attori della scena mediatica, nonché veri e propri protagonisti dei dibattiti negli uffici, nei negozi, negli incontri serali tra amici, al cellulare, su Facebook, su Twitter.

Resto del Mondo batte Italia

Nelle graduatorie internazionali dell'alta ristorazione il nostro Paese è poco presente, malgrado tradizione e qualità della materia prima

Pubblicato da Elena Maccone, il 10/05/2013 in Radio 24
Viene da chiedersi di quale considerazione goda internazionalmente la cucina italiana. Il dubbio ti passa per la testa guardando la recente classifica dei 50 ristoranti migliori al mondo, dove domina la Spagna (tre dei loro nei primi dieci) e si nota una grande avanzata dei cuochi dal Sudamerica. Un vero trionfo spagnolo dopo che, nelle ultime due edizioni, il primo posto se l'era guadagnato un cuoco danese, Renè Redzepi del Noma, prima dell'uscita di scena di Ferran Adriá, che aveva dominato la classifica per anni.

Parla catalano l'alta cucina internazionale

Così sentenzia la classifica World’s 50 Best Restaurant, ma la vera sorpresa arriva dal Sudamerica

Pubblicato da Davide Paolini, il 06/05/2013 in Giornali
Arieccoli gli spagnoli al comando. Venivano dati quali desaparecidos nel ghota mondiale della ristorazione, dopo l’esilio di colui che li aveva valorizzati e imposti, ovverosia Ferran Adrià, invece eccoli ad occupare di forza la graduatoria dei migliori locali del mondo; sottolineiamo, secondo la rivista inglese “Restaurant” che si è inventata il giochino dei “World’s 50 Best Restaurant” (poi in effetti la classifica ne conta fino a 100).

Basta capesante sdraiate come miss!

Finalmente un ristorante dove il conformismo non impera e i pesci dimenticati sono protagonisti

Pubblicato da Davide Paolini, il 08/04/2013 in Giornali
Si possono cucinare piatti importanti con "pesci poveri o dimenticati", senza far ricorso ai soliti branzini, astici, aragoste, orate, salmoni, calamari, sogliola, spigola, seppie, capesante e soprattutto tonno? Mamma mia quanto tonno negli ultimi dieci anni!

Perché nei locali giudicati eccellenti ristoranti (dove al comando c'è uno chef con una o o più stelle), non si trovano quasi mai pietanze con pesci quali: sugarello (o suro), palamita, sciabola (o spatola), lampuga, alalunga, razza, aguglia, zarri, muggine, nasello, saraghina, boga, acciughe?

Spaghetti olio e parmigiano: la perfezione della semplicità

Lo chef Stabile con maestria e scelta di materie prime eccellenti rende entusiasmante un piatto a prima vista semplice

Pubblicato da Davide Paolini, il 25/03/2013 in Giornali
Si può definire straordinario un piatto cucinato con spaghetti, olio e parmigiano? Presentato così, semplicemente com’è, forse possono nascere dei dubbi, di certo fondati, ma se preciso: spaghettini Martelli, olio d’oliva extravergine toscano dop, parmigiano reggiano stagionato 36 mesi e pepe, forse il mio entusiasmo può essere maggiormente compreso. Se poi ancora aggiungo che la preparazione del piatto è di Marco Stabile, chef del ristorante l’Ora d’aria di Firenze (via dei Georgofili 11r, tel. O55 2001699) allora i contorni diventano più chiari.

Sapori retrò e slanci nel futuro

A Milano e a Roma spiccano due nuovi format di ristorazione

Pubblicato da Davide Paolini, il 11/03/2013 in Giornali
Rétro della nostalgia canaglia o avanti tutta alla ricerca della pietra filosofale? Sembra impensabile ma in questo momento di stagnazione anche la ristorazione è alla ricerca del suo domani. I coperti calano, il cassetto si riduce, molti si chiedono cosa fare per non tirare giù la saracinesca. In pochi invece scendono in campo con nuove offerte di format o di menu. In tempo di crisi l'aspetto positivo è di sperimentare stili diversi l'uno dall'altro, perché non c'è una leadership o un modello vincente a cui rifarsi con certezza.

Il menu dei magnifici nove

Dal Povero Diavolo pietanze semplice, ma con sapori complessi e affascinanti

Pubblicato da Davide Paolini, il 04/03/2013 in Giornali
Confesso di non aver mai avuto simpatia per i menu-degustazione o dei menu sorpresa, ma, per una volta, ho «accettato la sfida» con entusiasmo perché ho grande stima dello chef, Pier Giorgio Parini dell'osteria del Povero Diavolo di Torriana (via Roma, 30 tel. 0541 675060). E anche perché: «le proposte non sono esplicitate perché l'ideazione e produzione dei piatti è mobile, giornaliera» come appunto spiega lo chef. Insomma una vera e propria disfida. Dunque menu tre o sei o nove proposte (da 50 a 95 euro).

Un giorno da Cracco

Un nostro collaboratore si cimenta in una ricetta del famoso chef vista alla televisione

Pubblicato da Mauro Lunardi, il 26/02/2013 in Idee in cucina
Noi non ci fermiamo alle parole. Così dopo la trasmissione radio dal titolo schietto “Davvero s'impara a cucinare davanti alla tv?”, abbiamo deciso di utilizzare una cavia per una personale versione di fact checking. Sottoposto alla visione coatta (stile Arancia Meccanica) di un video di Carlo Cracco che dalla Parodi dimostrava come si cucina il suo celebre uovo, Mauro ha documentato con immagini e testo il suo esperimento casalingo. Con delle belle sorprese… (N.d.R.)

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