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Polenta afrodisiaca
Segnali di ritorno del piatto povero anche nei menù degli chef
Pubblicato da Davide Paolini, il 30/01/2012 in GiornaliA volte tornano... prima il baccalà poi le acciughe (alici) quindi gli sgombri. Poi sono ricominciate ad apparire con successo le ricette della fame e del riciclo. Insomma un ritorno al passato, alla cucina del nulla e del niente. E allora poteva mancare sulle tavole la polenta? Di certo vedremo sempre più questo piatto povero, ma addirittura identificato come una pietanza afrodisiaca soprattutto se servita con le rane. Altro che ostriche o foie gras!
Una, dieci, cento polente
Un piatto che attraversa tutta Italia, ma si differenzia per farine e accompagnamenti
Pubblicato da Elena Maccone, il 27/01/2012 in Radio 24Con la carne, il pesce, i formaggi e le verdure. Fritta, al forno o ripassata in padella. Di grano saraceno, mais marano o bramata. Un tempo alimento dei poveri, la polenta nella sua semplicità ha messo alla prova la creatività culinaria nazionale, regalandoci accostamenti succulenti e variazioni sul tema che hanno segnato il palato di molti. Prodotto versatile, non guarda in faccia nessuno e unisce nord e sud in un turbinio di feste e sagre in suo onore.
Sagra della polenta di Villa Santo Stefano
In Ciociaria il cibo dei poveri è gustato con salsicce e olio locale
Pubblicato da Elena Maccone, il 19/01/2012 in ItinerariEra il 1643 quando per la prima volta a Villa Santo Stefano (FR) in Ciociaria, per l’occasione della festa rivolta a San Sebastiano, prese il via l’antico rito dedicato allo “Sfamo del popolo” destinato all’offerta di un piatto caldo di polenta alla popolazione. Questa manifestazione rappresenta ancora oggi un momento di aggregazione e riscoperta delle tradizioni e della cucina della comunità Santostefanese.
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