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I dilemmi dell'alta cucina
Quali devono essere le peculiarità del top della ristorazione?
Pubblicato da Elena Maccone, il 14/04/2012 in Radio 24Tonino Guerra affermava che "La grande cucina non nasconde il sapore della terra dalla quale nasce". Come alcuni dei nostri lettori hanno commentato, lui era un grande poeta contadino, che non aveva timore di usare frasi dal significato chiaro e diretto, senza troppi giri di parole o coloriti fronzoli. I modi schietti e genuini erano il suo passepartout. Viene dunque da domandarsi se un simile approccio sia condivisibile anche dall’Alta Cucina, come suggerisce la frase di apertura. Oppure se da essa ci si debba aspettare non solo questa peculiarità, ma anche altre come la creatività, l’innovazione e la tecnica.
Confronti fra champagne e bollicine: è ora di finirla?
Un argomento che divide sempre esperti o semplici appassionati
Pubblicato da Elena Maccone, il 07/04/2012 in Radio 24Noi di qua e loro di là. In mezzo le Alpi a fare da rete in questo ideale match fra eterni duellanti, italiani e francesi, in cui la pallina d’elezione con cui fare punto (perché ce ne sarebbero anche molte altre) è il vino. Non uno qualsiasi, ma quello dalle micro-bolle su cui tanto inchiostro e animo si sono spesi per difendere la supposta superiorità di uno dei contendenti. La questione però è se abbia ancora senso fare dei confronti tra lo champagne e gli spumanti italiani.
Bere meno o bere meglio? Sì, ma quale vino?
Interrogativi sul mercato enologico in vista del Vinitaly
Pubblicato da Davide Paolini, il 23/03/2012 in Radio 24In Italia si beve più vino sfuso e di poco prezzo o bottiglie intorno ai 5 euro, come afferma una recente ricerca del centro studi del Vinitaly? Se crollano i litri pro capite bevuti nei Paesi produttori europei è un handicap per i produttori?
Con il Vinitaly alle porte (dal 25 al 28 marzo a VeronaFiere) è bene fare chiarezza su dati contrastanti che non riescono a inquadrare la situazione del mercato enologico.
Abbuffate per riempirsi la pancia?
All you can eat, happy hour, brunch e buffet sono di moda, ma resta il dubbio sulla qualità
Pubblicato da Elena Maccone, il 20/03/2012 in Radio 24Tutto quello che riesci a mangiare. È una formula usata spesso nei ristoranti oltreoceano, dove la scritta All you can eat fa da richiamo per stomaci dall’insaziabile appetito. Il meccanismo è semplice: si paga una quota fissa (tendenzialmente non di grande rilievo) e ci si può servire illimitatamente ai vari buffet oppure alla carta. La moda sta prendendo piede anche da noi, dove alcuni ristoranti hanno deciso, forse visto i chiari di luna della crisi, di andare incontro ai clienti con proposte adatte ad ogni tipo di portafoglio.
Pane bulgaro e miglioratori della panificazione
Vero o falso che mangiamo pane congelato est europeo e nelle farine sono aggiunti additivi?
Pubblicato da Elena Maccone, il 16/03/2012 in Radio 24Il profumo del pane appena sfornato, sentire il tepore sprigionarsi dal sacchetto di carta, insieme a quella fragranza che esce dai forni, invade le strade ed entra nella quiete delle dimore. Sono piaceri legati alle nostre tradizioni, ad usanze che in vario modo uniscono l’Italia e che fanno dell’arte bianca uno dei nostri più preziosi gioielli. Peccato che di artisti del pane in giro, pare, ce ne siano pochi e quelli rimasti se la debbano vedere con la concorrenza dell’Est Europa oppure con panettieri che usano additivi vari per abbattere i costi di produzione.
L'imperfezione di un vino
Una nuova tendenza rischia di minare le mode enologiche finora dominanti
Pubblicato da Davide Paolini, il 08/03/2012 in Radio 24Si può fare l'elogio dell'imperfezione di un vino? Qual è il confine tra imperfezione e difetto? E i vini cosiddetti naturali possono definirsi imperfetti?
Negli ultimi anni è emersa sempre di più una reazione al vino perfetto, rotondo, frutto di imitazioni internazionali e uso della barrique. Lentamente è poi avvenuta una reazione a questi vini considerati perfetti, ha preso il via una ricerca dell'imperfezione, in contrasto con quel concetto di vino finora di moda, una reazione che potrebbe rischiare di diventare una tendenza importante.
Il gusto delle mani
Chef e studiosi discutono sulla possibilità di esercitare la sensorialità mangiando senza posate
Pubblicato da Davide Paolini, il 02/03/2012 in Radio 24Con il recente pezzo sulla nuova moda americana di mangiare con le mani, ho voluto lanciare un sasso nello stagno degli appassionati di cibo per capire in che acque si stavano cullando. La risposta (tramite Facebook e Twitter) è stata varia: da chi non si azzarderebbe a mollare le posate, a chi si limita ai formaggi ad altri che oserebbero di più per provare l'esperienza del gusto puro.
C'è da dire che culturalmente una certa tradizione ha messo al bando, punito, scomunicato le mani a tavola, a cui è vietato toccare il cibo, con l'unica eccezione del pane.
De Il Gran bollito misto
Un piatto intramontabile che ha radici profonde in diverse parti d’Italia
Pubblicato da Elena Maccone, il 24/02/2012 in Radio 24Il profumo del bollito evoca ricordi lontani, di focolare domestico e riti intorno alla tavola. Tornano alla mente lingue, testine e punte di petto scelte con attenzione e amore. E poi le salse, la mostarda, il sale grosso che lo accompagnano. Un caleidoscopio di sapori e sensazioni che si attaccano al palato, via privilegiata per imprimersi indelebilmente nella memoria dei piaceri.
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