Il Gastronauta

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Risultati per ristorante: 65 risultati

A caccia di un difetto... ho perso!

Al ristorante della famiglia Santini è davvero difficile trovare qualcosa che non vada bene

Pubblicato da Davide Paolini, il 01/04/2013 in Giornali
Prima o poi ci riuscirò, ma ancora una volta mi è andata buca. Sì, la ricerca di un difetto, di un particolare che mi facesse esclamare: “finalmente l’ho trovato”. Non è finita così neanche durante la mia ultima visita, anzi c’è sempre qualcosa di nuovo, di sorprendente; in questa occasione i bagni dove è tutto automatico: porte, luci, acqua … si ha l’impressione di entrare in un luogo alla James Bond dove non si tocca nulla, forse in nome dell’igiene (chissà se i casi Noma di Copenaghen e Heston Blumenthal a Londra abbiano fatto scuola) o forse per essere sempre all’avanguardia. 

L'alchimia perfetta di un panino

Dentro ad un menù molto intrigante, da Romeo spicca un hamburger con un pane strepitoso

Pubblicato da Elena Maccone, il 05/03/2013 in Luoghi
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Romeo a Roma è un nuovo locale, di cui si è recentemente parlato molto, che vede alla regia i fratelli Roscioli e la Chef Bowerman. È un locale intrigante e di impatto, anche nella sua struttura architettonica che non lascia indifferenti, con un menù molto ampio. Ci sono piatti complessi, molto ben rifiniti, come possono essere le Linguine con pomodorini semisecchi, ricci di mare e caffè; la Coda alla vaccinara, crumble di cioccolata e coulis di sedano; il Panino di fegato grasso, chips di patate, ketchup di mango e maionese al passito.

Il menu dei magnifici nove

Dal Povero Diavolo pietanze semplice, ma con sapori complessi e affascinanti

Pubblicato da Davide Paolini, il 04/03/2013 in Giornali
Confesso di non aver mai avuto simpatia per i menu-degustazione o dei menu sorpresa, ma, per una volta, ho «accettato la sfida» con entusiasmo perché ho grande stima dello chef, Pier Giorgio Parini dell'osteria del Povero Diavolo di Torriana (via Roma, 30 tel. 0541 675060). E anche perché: «le proposte non sono esplicitate perché l'ideazione e produzione dei piatti è mobile, giornaliera» come appunto spiega lo chef. Insomma una vera e propria disfida. Dunque menu tre o sei o nove proposte (da 50 a 95 euro).

Perché sfrattare l'Enoteca Marcucci?

L'imminente chiusura del simbolo gastronomico di Pietrasanta lascia con l'amaro in bocca

Pubblicato da Davide Paolini, il 18/02/2013 in Giornali
Che tristezza! Così ho pensato mentre uscivo da un ristorante, di cui sono frequentatore da molti anni. Il paradosso è che in quel locale, l’Enoteca Marcucci di Pietrasanta, ho sempre passato piacevoli serate, ho gustato succulente zuppe, gustose carni e baccalà alla brace, nonché ho sempre bevuto, come succede in pochi altri posti. Perché allora quel velo di tristezza, quando mi sono avviato verso il Duomo, fra tante opere d’illustri artisti? Purtroppo Michele, il patron, mi ha informato che a marzo l’Enoteca sarà costretta a chiudere i battenti per lo sfratto. 

Un Crippa stellare

Arrivano finalmente le tre stelle per questo chef brianzolo di casa ad Alba

Pubblicato da Davide Paolini, il 19/11/2012 in Giornali
Lo avevo percepito il 25 ottobre del 2002, dopo una cena nel ristorante dell’hotel Adda di Paderno d'Adda che, l’allora cuoco sconosciuto Enrico Crippa, avrebbe scalato, in breve, la hit parade. E così nel giro di dieci anni questo brianzolo, dal fisico e dall’atteggiamento Zen, è arrivato alle tre stelle Michelin. Una piacevole scoperta di un amico avvocato, Piero, che era rimasto stupefatto, dopo un pranzo, che Enrico non fosse segnalato da guide o da articoli. Così, positivamente impressionato, scrissi un pezzo dove magnificavo un risotto al verde, una sella di capriolo, un rombo e ben tre dessert…

Sei un Mythos... per me!

Una rosticceria nel cuore di Milano dove trovare pochi piatti semplici della cucina greca

Pubblicato da Elena Maccone, il 16/11/2012 in Luoghi
C’è un pezzetto di Grecia che non conosce crisi, anzi da queste parti i consulenti aziendali di una nota società internazionale fanno la fila per essere “ricevuti”. Qui la Troika non è di casa, perché a dettare tempi e modi c’è un greco tosto, Alexandros. Nel suo vocabolario le parole spread, junk bond e austerity lasciano spazio a termini più goderecci come gyros, pita e tzaziki. Da Mythos, un piccolo take away in zona Garibaldi a Milano, ci sono poche cose, ma chiare e colorate come i menù che si trovano al bancone delle ordinazioni. 

Sorpresa nel dessert

Alla Piazzetta di Montevecchia per un menù non tradizionale e gelati sorprendenti

Pubblicato da Davide Paolini, il 10/09/2012 in Giornali
Anche Milano ha la sua Fiesole, come Firenze, o Asolo come Venezia, dove fuggire la calura per godersi quel poco di fresco tra luglio e agosto. E’ Montevecchia borgo piacevole, famoso tra i buongustai per i suoi caprini, meta di milanesi e monzesi per la gita fuori porta. Per attrarre non basta la gradevolezza di un luogo, ci vogliono anche buoni piatti a un prezzo corretto (il territorio Lecco-Monza non offre grandi scelte culinarie, sebbene qua e là ci sia un emergente mercato gastronomico).

Un'osteria dell'Ottocento

In provincia di Bergamo una famiglia da secoli porta avanti una cucina di altissimo livello

Pubblicato da Davide Paolini, il 14/05/2012 in Luoghi
Dalle pillole del Gastronauta, in diretta ogni giorno alle 11.05 e 23.05 su Radio24.

Ad Ambivere, un borgo dell’alta Lombardia a pochi chilometri da Bergamo, chiusa in una splendida corte del Cinquecento, sorge l’Antica Osteria dei Camelì. Questo fascinoso ristorante, fondato nel 1856 da avi degli attuali proprietari, gode di una cucina di altissimo livello. Ci si siede al tavolo accolti dal profumo della speciale focaccia lievitata con pasta madre che ci viene servita come aperitivo.

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