Cibo, nutrimento, emozione, ricordo

Il cibo non è solo nutrimento, è anche cultura e sentimento


La ricerca di cibo è la prima azione di sopravvivenza intrinseca all’uomo, è prima di tutto istinto. Il rapporto con il cibo si intreccia fin dalla nascita con le esperienze affettive ed emozionali legate all'allattamento, allo svezzamento. Nella nostra società però il cibo non è solo nutrimento, mangiare e nutrirsi sono legati a situazioni che ci coinvolgono a livello emotivo.


(Foto: Valentina Colombo©)

Mangiamo non solo per sfamarci, ma anche per golosità, per gusto, per curiosità, per consolarci, per gioire…Così il cibo assume diversi significati.

È condivisione: condividere gesti e rituali legati al cibo ripetuti nel tempo fonda il senso di appartenenza a un gruppo sociale.

È relazione: mangiare e bere insieme è una forma di scambio utilizzata per creare e mantenere relazioni sociali.

È emozione: assaggiarlo, degustarlo, sentirne i profumi, vederne i colori e le forme. È un piacere offrirlo agli amici, riunirsi intorno a una tavola e passare una serata insieme gustandolo. È intrigante condividerlo con chi si desidera conquistare, è un vero e proprio afrodisiaco.

È ricordo: il ricordo di quando eravamo bambini, i gesti della preparazione di pietanze fatte in casa, i profumi della cucina, le ricette della memoria (riso e latte, polenta e formaggio, lasagne, il profumo del ragù, pearà, passatelli, pipi e patate, pane burro e zucchero, menjar blanc…).

Il cibo nella storia è stato rappresentato attraverso immagini, disegni e video raccontandoci le abitudini, le cerimonie, i valori e gli usi e costumi di un popolo. Prodotti, ricette e rituali sono in continua esplorazione, ogni giorno avvengono cambiamenti, culture si mescolano, tradizioni si perdono e si riprendono, è una continua ricerca e scoperta.

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