L'arte di fare la spesa

Mai, come in questo periodo, è importante fare una spesa ragionata


Le esperienze dolorose, come l’attuale pandemia da coronavirus, costringono a modalità di vita quotidiana inedite per le molte generazioni post-guerra. Allo stesso tempo, la crisi sanitaria mette di fronte a problemi inconsueti, quali vivere in pochi metri, senza poter avere uno spazio esterno, rinunciare alle amicizie, alla convivialità sia essa un aperitivo o una cena, soprattutto mette in discussione l’organizzazione della vita quotidiana.

Di certo, queste sono le realtà più immediate con le quali confrontarsi (lasciando per un attimo da parte il problema più importante e tragico: la salute), ma ci sono pure degli aspetti, che emergono nella quotidianità, di cui forse da alcuni sono stati ignorati, fino a quando il “coronavirus” era un termine privo di significato. Mi riferisco alla organizzazione della spesa alimentare e allo spreco domestico. Tante volte ho letto sul fenomeno dello spreco domestico, ne ho pure discusso in convegni: i dati sono importanti: in Italia ben 49 chilogrammi di cibo commestibile, ogni anno, finiscono tra i rifiuti; il 55% degli italiani getta avanzi ogni giorno, il 30% tre volte a settimana, il 10% 1,2 volte e solo l’1% quasi mai. Una quisquiglia comunque di fronte allo spreco calcolato a livello mondiale:1000 miliardi di euro al giorno.

Quanto cibo ancora commestibile buttiamo in tempi di vacche grasse? Quanto cibo acquistiamo in quantità maggiore ai nostri fabbisogni? La riflessione arriva dopo una settimana di libertà vigilata al supermercato, quando cominciano a scarseggiare il pane, la frutta, la carne, il pesce. Così, piano piano, cominciamo a fare economia di pane: riscaldiamo le fette più dure, recuperiamo parte della frutta in macedonia, spadelliamo una parte di carne rimasta con pomodoro. Insomma, fa capolino quell’arte del recupero, che abbiamo letto e citato più volte, nel bellissimo testo di Olindo Guerrini (detto lo Stecchetti): “L’arte di utilizzare gli avanzi della mensa”, mai applicata nelle nostre cucine. Lo spreco alimentare domestico dipende soprattutto dalla scarsa capacità di saper far la spesa, ovverosia di individuazione delle necessità settimanali o mensili.

Una spesa ragionata è sempre importante per evitare inutili sprechi in cucina, soprattutto in questi giorni, in cui bisogna essere veloci e attenti alle distanze e innanzitutto avere chiaro cosa acquistare. A seguito di ciò, è importante programmare il menu, cosa cucinare e quali ingredienti sono più necessari, in primis le verdure e la frutta. Inoltre, per non sprecare è necessario scegliere piatti che si conservano a lungo come zuppe e minestroni. La programmazione della spesa è facile in tempi di vacche grasse, quando non ci sono le fila e gli alimentari abbondano. Forse questo virus terribile potrebbe insegnare a fare la spesa, ad acquistare per le necessità e a buttare solo dopo aver pensato bene a eventuali nuovi utilizzi.

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