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Insetti salva fame

L'aumento della popolazione e il rischio di carestie aprono nuovi scenari sul futuro dell'alimentazione


Dicono che nel 2050 saremo in 9 miliardi di persone. Dicono pure che l’incremento della popolazione legato alla crescita del benessere complessivo sarà un bel problema in termini di quantità, qualità e sicurezza del cibo. Per non parlare dell’effetto a cascata su risorse territoriali, idriche, forestali e sul patrimonio di biodiversità. Le previsioni arrivano dalla FAO e delineano un quadro in cui la principale urgenza, nei prossimi anni, sarà quella di garantire a tutti un equilibrato supporto alimentare. Ma dove trovare il necessario per sfamare tutti quanti? In aiuto può venirci il regno animale o almeno quei suoi cinque sesti che finora sono stati snobbati dalla maggior parte degli umani: gli insetti.

un milione di specie, sono un’importante fonte di proteine e di altre importanti molecole. “In questo scenario è utile ricordare che già oggi alcuni miliardi di persone, in svariati paesi del Sud del mondo, includono marginalmente o in maniera significativa nella propria dieta numerosissime loro specie o li utilizzano come mangime per i propri animali d’allevamento”, fanno notare dal Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita dell’Università degli Studi dell’Insubria a Varese.
Ci aspetta dunque un futuro da entomofagi ovvero mangiatori di insetti? Questo brusco cambio di tendenza alimentare potrà davvero servire a combattere la fame nel mondo, come sostiene il direttore generale della Fao, Josè Graziano da Silva? Lo scopriamo con Il Gastronauta, Sabato 18 maggio alle 11 su Radio24.

Se volete farci sapere come la pensate, scrivete in bacheca, su Facebook o Twitter, oppure chiamate in diretta il numero 800240024 o inviate un sms al 349 2386666.

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