Riscoprire la pasta

Spesso sughi e intingoli copro il sapore vero del prodotto made in Italy per eccellenza


Più volte mi è capitato in località lacustri, che sia il Lago Maggiore o quello di Garda, vedere in bella vista, fuori dai negozi che vendono il cibo made in Italy, la pasta di tutti i colori e formati. Non sono mai stata attirata all’acquisto perché lo consideravo il solito prodotto per turisti stranieri. La pulce nell’orecchio me l’ha messa uno chef che stimo molto e così mi sono cimentata in una nuova degustazione. La mia sorpresa è arrivata quando assaggiandola ho letteralmente ri-scoperto il gusto della pasta italiana.

Abbiamo sempre l’abitudine di “coprire” il sapore della nostra pasta con sughi, sughetti ed intingoli, senza renderci conto che, a volte, basta un po’ di olio crudo per sentire la bontà di un prodotto che noi italiani facciamo ad arte. Così via alla degustazione di tagliolini all’ortica o di penne al cacao dell’Antico Pastificio Morelli 1860 di San Romano (Pi), che utilizza esclusivamente le migliori semole con il reinserimento delle germe di grano che mantengo inalterato il sapore di grano.  Tra le varietà non mancano le paste di semola di  grano duro allo zafferano, funghi porcini, peperoncino rosso, tartufo, limone e pepe. Un’altra proposta interessante è quella del Pastificio Langhe (Guarene – Cn) che prepara esclusivamente in estate e su prenotazione la pasta 5 colori: pomodoro, spinaci, bietola, curcuma. Sapori decisi e intensi.

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