Che Natale sarebbe senza...

13 prodotti consigliati dalla Redazione del Gastronauta che non possono mancare sulla tavola natalizia


Si avvicina l’ora X del Natale, diventa sempre più frenetica la corsa ai regali e agli auguri; le giornate procedono a incastri tra pranzi, cene di lavoro, aperitivi, colazioni per salutare amici e colleghi come se si dovesse intraprendere un viaggio senza ritorno. Finalmente il 24 sera o il 25 a ora di pranzo il delirio prefestivo si conclude e finalmente rilassati, ci possiamo godere il tanto atteso banchetto. Nonostante le innumerevoli portate, ognuno di noi  ha un prodotto del cuore, forse associato alla regione d'appartenenza, forse semplicemente al proprio gusto, a cui non potrebbe mai rinunciare, nemmeno e soprattutto a Natale. Ci siamo divertiti a indagare tra i collaboratori della redazione del Gastronauta per sapere quale sia il loro: ecco cosa è vanuto fuori, magari potrebbe esservi d’aiuto per qualche suggerimento culinario natalizio.
 

FAVETTE SOTT’OLIO - Salvatore Delogu

In Sardegna il Natale è cosa seria: nonostante le infinite portate, difficilmente si perde di vista la qualità dei prodotti. E siccome dicono che chi ben comincia è a metà dell’opera, anche sugli antipasti diventiamo integerrimi. Tra questi, c'è un prodotto del territorio a cui non possiamo rinunciare per la tavola delle feste: le favette sott'olio. Suggerisco quelle dell’azienda agricola Fratelli Pinna di Ittiri (SS): una specialità realizzata con favette sarde di campo conservate, a poche ore dalla raccolta, nell’olio Antichi Uliveti del Prato, ricavato dagli ulivi secolari della casa. Ottime con il pane carasau.

 

CAVIALE DI CRUCOLI - Cristina Rombolà

Il Natale non è lo stesso senza il caviale di Crucoli della Cooperativa La Torre di Crucoli Torretta (KR). Una specialità calabra molto identitaria (si produce solo in questa zona ed è introvabile altrove) a base di mousse di neonate di sarda lavorate con il peperoncino, l’olio e il finocchietto selvatico di montagna. Una ricetta dal gusto deciso a prova di palati audaci: ideale da spalmare sul pane, ma anche come condimento sia da sola, sia riscaldata a bagnomaria con la cipolla rossa di Tropea. Una scelta dettata dalla gola sì, ma anche e soprattutto dai ricordi: dove c’è la sardella, per me c’è casa. 

 

ANGUILLA AFFUMICATA - Andrea Dettori

Sarda Affumicati è il risultato di una selezione di pesci allevati a Bugerru (CI), nella costa sud ovest della Sardegna. Le anguille una volta che raggiungono la giusta taglia vengono affumicate con legni mediterranei e affinate con sale e aromi naturali. Si possono trovare sia intere che in filetti...a voi la scelta!


CAVIALE LOMBARDO - Severino Salvemini

Calvisius ha conquistato i palati nazionali e internazionali più raffinati. Oggi l’azienda vanta il più grande allevamento di storioni bianchi di Europa. Si possono acquistare 5 tipi di diverse uova, a partire dalla confezione standard, la Tradition. Sulla tavola natalizia, su tartine e burro di qualità o in una patata appena tiepida, cercheranno l’accostamento ideale con un flute di bollicine o con un bicchiere di lambrusco.

 

SALMONE AFFUMICATO - Niccolò Briamonte

Coda Nera Riserva fa al caso nostro. Il salmone proviene  dall' Atlantico, da allevamenti siti nel nord della Scozia e della Norvegia che osservano ritmi di crescita slow e si fregiano del marchio Label Rouge. E' perfetto! Si presenta come filetto intero e, con il suo profumo intenso, fa il suo bel figurone a tavola, pronto da sfilettare per una ghiotta tartina o da tagliare a dadini per essere gustato da solo, magari accompagnato dalla bollicina giusta.

 

TORTELLINI - Davide Campagna

salumeria Simoni di Bologna.

BLU DI CAPRA - Giorgio Bobba
Cascina Albertana di Netro (BI), disponibili anche durante la stagione invernale grazie alle tecniche di gestazione e lattazione affinate dal vate, Mauro Albertini, che ha fatto del lavoro sull’erborinatura una ragione di vita. E così non si potrà non chiudere il pasto con il suo blu di capra, che deve la sua erborinatura felice a una stagionatura di 60 giorni. Il gusto e l' odore di questo formaggio, ottenuto da latte caprino lavorato a crudo, vi rimarranno impressi fino alle prossime festività. 

MASCARPONE - Elena Maccone
Arioli a Ozzero (MI). Dato che siete da quelle parti non lasciatevi sfuggire il gorgonzola per cui Arioli è diventato famoso pure a Hollywood.


OFFELLA VERONESE - Emma Grisi

Pasticceria Perbellini. Sofficissima e ingolosita da uno strato di granella di mandorle, è l'ideale per chi rifugge il candito, ma non teme la generosità del burro. 

TORRONE - Michela Brivio

Morlacchi. Classico, bianco e morbido dal 1981 è diventato il simbolo di questa Pasticceria familiare, anche oltre confine e per tutto l’anno. Diversi i formati, anche a torta, e golosissime le varianti, con la stessa cura del dettaglio e la ricerca della materia prima di qualità. A Natale amiamo le tradizioni!


VALPOLICELLA RIPASSO - L’Arusnate

Cantine Buglioni. Un Valpolicella Ripasso Classico Superiore, che ho la fortuna di avere sotto casa e il cui nome, mi raccontò tempo fa Mariano Buglioni, trae origine dall’affermazione di un abile sommelier che quando, tanti anni fa, ne assaggiò il primo campione e affermò senza esitazione “Se non è un Amarone, allora è un vino Bugiardo!”. E “favoloso”, aggiungo io!

BIRRA DI NATALE - Eugenio Pellicciari
Birrificio Dada di Correggio (RE). Una birra di colore scuro e di alta gradazione, ottenuta blendando quattro diversi batch e invecchiata per più di un anno. Con il suo equilibrio, tra morbidezza e alcolicità, è un perfetto e lieto accompagnamento ai giorni di festa, una delle birre più emozionanti e complesse prodotte dal birrificio e, come la descrive Enrico il birraio, «un istantaneo viaggio in Belgio ad occhi chiusi».

PAN D'ORO - Davide Paolini
Da fan dei prodotti estinti, per il Natale di quest'anno consiglierò un pandoro, o meglio il Pan d' Oro realizzato da Maura Wolf nel suo laboratorio di Roccacannuccia. La pasticcera italo-inglese produce questo raffinato lievitato partendo da una minuziosa ricerca delle materie prime. Farina Saratoga del micro molino Trappeto, burro di mucche di razza dolomitica allevate in monolocale, lievito di padre ignoto, uova di gallina ciociara, di cui esistono solo 10 esemplari in tutto il mondo. La lievitazione è molto lunga e dura un intero weekend: essendo un prodotto di pregio, prima di consumarlo, deve stare almeno due giorni al fresco. #savepandoro

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