To Øl City: la città della birra

Con Highway to Ale andiamo in Danimarca per conoscere la creatività senza confini di To Øl


To Øl è una giovane realtà brassicola danese, nata con lo scopo di svecchiare la birra artigianale restituendole un po’ di leggerezza e freschezza. Nel nome della produzione di birre contemporanee, potenti, provocanti, luppolate e complesse. “Produciamo le birre che vogliamo bere e lavoriamo per produrre le migliori birre del mondo. Non scendiamo mai a compromessi sul gusto e sull'equilibrio e miriamo a spingerci oltre i confini conosciuti della birra”, dichiara il fondatore Tore Gynther. Il suo progetto nasce nel 2005 quando lui e Tobias Emil Jensen (l’altro fondatore, ora uscito), durante gli orari di chiusura, occupano la cucina della loro scuola superiore e la trasformano in un laboratorio da veri homebrewer. I mezzi a disposizione sono pochi e precari, ma la ricerca della qualità è l’obiettivo costante, fin dall’inizio: malti, luppoli e lieviti combinati insieme come in un laboratorio, danno vita a birre interessanti e divertenti.

Nel 2010 viene lanciata sul mercato la prima birra che segna il battesimo del birrificio come tale e l’inizio della sua ascesa. Nel 2012 To Øl entra nella lista di Ratebeer dei 100 migliori birrifici del mondo e nel 2014 viene premiato come il nono miglior birrificio al mondo. I successi si susseguono e To Øl continua a lavorare come birrificio gypsy in giro per il mondo producendo birre come Garden of Eden e Gose to Hollywood diventate vere e proprie flagship del birrificio. La prima è una Ipa fruttata, prodotta con guava, papaia, mango, frutto della passione e albicocche, che chiude con note acidule e si abbina a piatti minerali, come pesce, vegetali e insalate. Rinfrescante e acidula, la seconda: una Gose agrumata, adatta a piatti sapidi.

Nel 2019 rileva un'ex fabbrica di ketchup nella parte occidentale della Danimarca, e dà vita a To Øl City con cui il birrificio riporta tutta la produzione a casa, mettendo un punto alla vita da beer firm. Una vera e propria città di 150.000 mq, di cui 26.600 di edifici utilizzati per collaborazioni con altri birrai, divertimento e giochi. La produzione brassicola si esprime sì con le classiche fermentazioni tradizionali “clean beers”, ma osa andare oltre i confini stabiliti con una “wild brewery” dedicata a fermentazioni spontanee e affinamenti folli in botti e foeders. Ma non solo. To Øl City è anche un hub di bevande artigianali e ospita un collettivo dei più talentuosi produttori danesi di sidro, kombucha e rum. “14 mesi fa, quando abbiamo visto la vecchia fabbrica non ancora rilevata, eravamo in tre. Ora ci sono nuovi cittadini, più di 25 persone che producono birre, liquori, sidri, kombucha e persino aceti fermentati qui a To Øl City. Vedere così tante persone che lavorano insieme, nel modo più folle e indipendente, è sorprendente. Abbiamo cinque birrai di cinque nazionalità diverse, che lavorano insieme per produrre alcune delle migliori birre mai prodotte, penso che sia qualcosa di cui essere orgogliosi”, afferma soddisfatto Tore Gynther, e aggiunge: “avere un birrificio significa anche avere la possibilità di sperimentare birre selvagge, sapori folli, modificare ricette e produrre, con la nuova distilleria, anche alcolici da zero”.

E se la distilleria è ancora in fieri, Ales&Co distribuisce in Italia le produzioni del progetto Mikropolis: cocktail in lattina di altissima qualità e dalla filiera totalmente tracciabile, dagli ingredienti alla miscelazione. Anche la grafica delle lattine, affidata al designer Kasper Ledet, rispecchia lo stile sperimentale del birrificio: è aperta e fluida, ha un approccio sciolto che lascia spazio alla libertà creativa. Si ispira alla storia dell'arte, all'architettura, all'arte contemporanea, alla politica e alla scienza perché, spiega Kasper, “forma e contenuto sono parallele, si compenetrano, fanno parte della stessa esperienza, non viaggiano separate”. Per capire come lavorano i ragazzi di To Øl City vi consigliamo di guardare questo documentario su youtube, mentre potete assaggiare le loro birre ordinandole sul sito di Ales&Co.

Nel frattempo ve ne presentiamo qualcuna. La City Session Ipa è stata prodotta per l’inaugurazione di To Øl City e mira a diventare il fiore all’occhiello del birrificio. Una Session Ipa leggera e aromatica che gioca su una luppolatura in dry hopping e chiude con un amaro erbaceo e delicato, ottima con salumi e formaggi. La Whirl Domination è stata una delle prime produzioni, una Ipa molto luppolata, ma morbida, fruttata e leggermente amarognola che si sposa bene con hamburger e pizza. Infine Snublejuice: una Session Ipa senza glutine, morbida, fruttata e luppolata che chiude con un amaro delicato e resinoso, ideale con i risotti.

Ti sei perso le precedenti puntate di highwaytoale?
1. La rivoluzione verde di Brewdog >>>
2. Le birre gastronomiche di Wild >>>

ADV

Leggi anche


5 birre da stappare a Natale

Cristina Rombolà il 27 nov 2020

Le birre gastronomiche di Wild

Cristina Rombolà il 30 ott 2020

La rivoluzione verde di BrewDog

Cristina Rombolà il 15 ott 2020