Il miele è buono e fa bene

Le proprietà nutraceutiche del miele



Che il miele sia buono lo avevamo già detto, che faccia bene alla salute lo abbiamo appurato, che dovremmo consumarne di più continuiamo a ribadirlo. Il suo utilizzo limitato si spiega in un solo modo: la scarsa cultura in materia. Mangiamo poco miele perché non lo conosciamo abbastanza bene.

La biodiversità del miele

Il capolavoro delle api è un prodotto naturale, salubre, nutriente e genuino. Non contiene additivi perché le api lo producono a partire dalla trasformazione del nettare dei fiori o dalle secrezioni zuccherine di alcuni insetti (afidi, cocciniglie,…) che si nutrono della linfa degli alberi. Nel primo caso si parla di miele millefiori o poliflora se le api bottinano da svariati fiori; monoflora se il miele deriva dal nettare di una sola pianta. Nel secondo caso ci troveremo di fronte al miele di melata che le api producono a partire dalle sostanze secrete dagli insetti succhiatori delle piante. Ecco perché sarebbe più corretto parlare di mieli, al plurale: solo in Italia se ne contano più di 50 varietà. Oltre il 75% delle piante commestibili sono impollinati dalle api. Le differenze nel profumo, nel gusto, nel colore e nella texture dei mieli non dipendono però solo dalle fioriture da cui derivano. Anche l’ambiente in cui le api vivono, il clima e la qualità del territorio contribuiscono alla produzione di mieli sempre diversi e unici. Simbolo di una biodiversità apistica, i diversi mieli racchiudono tutte le caratteristiche peculiari del luogo in cui sono stati realizzati.

Dall’alveare al confezionamento

Il miele prodotto all’interno dell’alveare è liquido, una volta estratto si solidifica attraverso la cristallizzazione, un processo naturale che dipende dagli zuccheri contenuti nel prodotto. Un maggiore contenuto di glucosio tende a far solidificare il miele, la maggior presenza di fruttosio, invece, contribuisce a farlo conservare liquido più a lungo. Dopo averlo prodotto, le api immagazzinano il miele nel favo, le cellette esagonali di cera e una volta maturo viene opercolato, cioè chiuso con un tappo per conservarlo. A questo punto può essere raccolto in tanti modi: o estraendo tutto il favo, o estraendo solo dei pezzi di favo, o scolando il favo e privandolo dell’opercolo, o centrifugando il favo disopercolato, o torchiando il favo. Quando viene confezionato il miele può essere pastorizzato, cioè sottoposto ad alte temperature (circa 70°C) che lo rendono stabilmente liquido, ma in questo caso perde molte proprietà organolettiche, nonché i sapori e gli aromi che lo caratterizzano e che diventano standard. In alternativa, il miele può essere non pastorizzato, come il miele firmato Mielizia, cioè riscaldato moderatamente (massimo 40°C) a una temperatura simile a quella degli alveari. In questo modo il miele cristallizzato viene ammorbidito per renderne possibile l’inserimento nei vasi, ma resta un alimento vivo, ricco di aromi e profumi. La cristallizzazione è un fenomeno naturale che si riscontra in tutti i mieli, con la sola esclusione dei mieli di castagno, acacia e melata che restano liquidi molto a lungo. Durante il passaggio da uno stato fisico all’altro si possono rendere evidenti alcuni difetti che non ne pregiudicano la commestibilità.

Il miele non è solo un alimento

Oltre a essere nutriente, il miele è nutraceutico: è cioè un prodotto di origine naturale, che apporta benefici al nostro organismo. Ancora oggi conserva intatto il ruolo che aveva nel passato, di rimedio terapeutico e consolatorio. Lenisce il mal di gola e calma la tosse, aiuta la regolarità intestinale, contribuisce alla cicatrizzazione di ferite e di bruciature, è un energetico e un ottimo conservante. Quindi, se consumato con costanza e nel modo giusto, ci aiuta a stare bene e a prevenire molti disturbi patologici. Il suo utilizzo risale all’Età della Pietra e, per lungo tempo, è stato un’importante fonte di carboidrati e l’unico dolcificante disponibile. E se anticamente le sue proprietà curative erano basate solo su osservazioni empiriche, negli ultimi decenni la sua efficacia medica è attestata da evidenze scientifiche che dimostrano quanto si erroneo pensarlo come un semplice alimento. Il miele è molto di più di un dolcificante, è un nutriente.
Un cucchiaio di miele (circa 20 g), fornisce un apporto energetico di circa 64 calorie e contiene circa: 17,46 g di zuccheri, 3,62 g di acqua. Inoltre, in misura variabile in base alla tipologia di miele, fornisce micronutrienti fondamentali per il nostro benessere: fibre alimentari, proteine, vitamine del gruppo B, sali minerali, polifenoli.

Perché il miele fa bene? La sua composizione

Per capire le proprietà benefiche del miele, è necessario indagare sulla sua composizione. Essendo un prodotto sia di origine animale, sia vegetale, ha una composizione molto complessa che comprende circa 200 sostanze diverse, alcune presenti nella materia prima (nettare o melata), altre derivate dalla trasformazione delle api. I principali componenti del miele sono zuccheri, acqua, sali minerali, acidi organici, enzimi e polifenoli. Gli zuccheri fanno la parte da leone e costituiscono il 95% del peso secco, ossia circa l’80% in un vasetto di miele: i principali sono fruttosio (32-44%) e glucosio (23-38%). La loro presenza conferisce al miele il suo valore energetico e lo rende un prodotto difficilmente deperibile. Trattandosi di zuccheri però dobbiamo stare attenti a non assumerne più del 10%, per cui un consumo di 20 g di miele giornaliero è sufficiente ad apportare benefici, in termini di energia e di sprint. I sali minerali derivano dal terreno in cui si trovano le piante bottinate. Sono più presenti nei mieli scuri e il potassio, importante per le sue proprietà diuretiche, antiossidanti e antibatteriche, rappresenta ¾ del totale. Gli acidi organici hanno una percentuale compresa tra lo 0,1% e l’1,5%, se ne trovano 14 di cui il più rappresentativo è l’acido gluconico (70/80%), responsabile dell’acidità del miele, che ha un pH 3.5-4.5 e che combatte la proliferazione di microrganismi. Il miele contiene circa 3 -5,5 mg di azoto su grammo e lo 0,5% di proteine, costituite in gran parte da enzimi e amminoacidi liberi (essenziali e non essenziali). Gli enzimi sono molecole proteiche che favoriscono la digestione, accelerano il metabolismo, eliminano delle scorie dell’organismo e giocano un ruolo fondamentale nella contrazione muscolare. I principali polifenoli presenti nel miele sono i flavonoidi e gli acidi fenolici, il loro contenuto può variare da 60 a 460 mg su 100 g di miele. I polifenoli svolgono una importante funzione antiossidante, costituendo un vero e proprio sistema di difesa naturale del corpo, e si trovano soprattutto nel miele di melata. Nel miele sono presenti anche le vitamine, che derivano dal polline e sono idrosolubili, ma in percentuali tali da non soddisfare il fabbisogno giornaliero. La vitamina C è la più abbondante.
Insomma, inserire il miele in una dieta equilibrata e sana non può che giovare all’organismo. Provare per credere!

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