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Barolo fai-da-te

E' lotta ai wine-kit per produrre la finta Docg piemontese e a chi ne utilizza impropriamente il nome


La promessa era di quelle fantasmagoriche, tipo “perdi 10 chili in dieci giorni”. Ma non era rivolta a gourmet in sovrappeso preoccupati per la prova costume, ma a aspiranti enologi in cerca di forti emozioni: il super Barolo fai-da-te. Quindici gli annunci di finti kit per la produzione di un vino designato come Barolo, pubblicati recentemente sul sito internet di eBay nel Regno Unito, che promettevano la realizzazione del sogno alla modica cifra di 10 euro. Il Consorzio di tutela del Barolo Barbaresco Alba langhe e Roero se n’è accorto e ha provveduto a farle cancellare. Contemporaneamente ha anche diffidato due società inglesi dall’utilizzare sui loro portali web il nome Barolo per la vendita di wine-box, con all'interno del non meglio identificato mosto d’uva.
 
“Sono box che contengono tutto il necessario, così promettono, per farsi un vino casalingo. Vengono venduti  a poche decine di euro, alcuni arrivano fino a 50 euro l’uno” - spiega Pietro Ratti, presidente del Consorzio - “Il Consorzio intende proseguire con serietà questa azione di monitoraggio per tutelare la denominazione. Non bisogna abbassare la guardia: ad esempio, abbiamo diffidato alcuni siti inglesi ad utilizzare il nome Barolo. Lo hanno sì cambiato ma con Barolla, che giocando su un’assonanza, induce in inganno il consumatore”.
 
Non è certo la prima volta che qualcuno usa impropriamente il nome della della Docg più famosa del Piemonte. Già l’anno scorso i barolisti vinsero una causa in Brasile contro una multinazionale di cosmesi che produceva il profumo “Barolo reserva especial”, confezionato dentro a delle piccole ed eleganti barrique. E questa la dice lunga su quanto il fascino dei marchi made in Italy stia crescendo, soprattutto nel settore enogastronomico, e di quanta energia e risorse servano per preservarli dall’arrembaggio dei contraffattori, stranieri e non.

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