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Formaggi dal caseificio

Quello di Peio è rimasto l'ultimo caseificio turnario del trentino


E' tempo di picnic! Ecco cosa mettere nel cestino di questa settimana!

Arriviamo accompagnati dal sole ma con -15C°: che bello! Entrare, annusare, vedere e scoprire che almeno lì il mondo si è fermato, è rimasto puro, intatto ma non per questo fermo.

Assaggiando i loro formaggi si sente nostalgia nel cuore: gusti d'un tempo! (E questo caso non è proprio la solita frase inflazionata). Affascinanti le mani del casaro all'opera nella caldaia, così come il miracolo della stagionatura.

Che buono il burro che finalmente ricorda quello che non si fa più! Malinconico e silenzioso il ritorno, ma poi ci viene in mente che il baule è pieno di burro, ricotta, Casolet (Presidio Slow Food), il Nostrano, il Caprino* e il Pegaes. Andate a Pejo con il cestino del Vostro pic nic per una volta vuoto e riempitelo con i loro prodotti.

Interessante e malinconica la storia e cultura che circonda il caprino e la capra dal quale si ottiene questo caprino. Nelle comunità montane da sempre in lotta contro le avversità del tempo e il freddo rigido dell’inverno, ogni famiglia ha sempre aiutato le altre per resistere e sopravvivere.

In questo contesto la capra ha ricoperto un ruolo fondamentale ed insostituibile nella famiglia delle vedove, in quanto questo animale robusto, che non necessitava di numerose attenzioni al contrario dei bovini, non necessita di grandi quantità di foraggio durante l’inverno.

Per queste condizioni, questo animale, ed inevitabilmente il formaggio da essa ricavato, hanno assunto connotati negativi, e sono diventati sinonimi di sfortuna e lutto. Tutt’oggi, in Valle di Pejo, si ha ancora questo sentimento tant’è che il Caprino di Pejo, non essendo molto amato dai valligiani, è sempre disponibile.

Caseificio Turnario Piazza San Giovanni Peio Paese (TN) www.promoturpejo.it

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