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Freewine

Obiettivo zero solfiti aggiunti al vino


Inizia questo mese la collaborazione con Freewine un progetto che ha l'obiettivo, attraverso un disciplinare, di apportare consistenti riduzioni della quantità di solfiti aggiunti nei vini prodotti dalle aziende aderenti. Iniziamo con una loro breve presentazione che ci fa scoprire qual è la filosofia alla base della loro iniziativa (N.d.R.).


“L’uomo è ciò che mangia” diceva il filosofo Ludwig Feuerbach; “...e anche ciò che beve”, potremmo aggiungere noi. Ai nostri giorni infatti la preoccupazione per la salubrità e la genuinità non solo degli alimenti, ma anche delle bevande, sono diventati un chiodo fisso. Nel caso del vino, siamo fortunati: oggi le conoscenze scientifiche unite ad alcune innovazioni tecnologiche ci permettono di scegliere una tipologia di vini ad alto contenuto di salubrità e gusto al tempo stesso. Sono i Freewine: vini “liberi”, appunto, da una sostanza (i solfiti, o anidride solforosa) responsabile in molte persone particolarmente sensibili di fastidiosi mal di testa.


I solfiti sono presenti come conservanti in moltissimi alimenti: poterne limitare l’assunzione gioca a vantaggio della nostra salute. I Freewine sono vini di aziende che hanno scelto di aderire a un protocollo di produzione che consiste nell’adozione di alcuni accorgimenti tecnologici insieme a una serie di “buone pratiche” viticole ed enologiche; grazie a esse, si arriva a ottenere vini con un contenuto di solfiti molto più basso del solito. Il colore del marchio Freewine presente sulle etichette delle bottiglie di queste aziende è indicativo della quantità di solfiti presenti nei vini.


Se la scritta bianca è su fondo nero il contenuto di solfiti è inferiore a 50 mg/litro (e per legge il quantitativo massimo è di 150 mg/l per i vini rossi e 200 mg/l per i vini bianchi), se la invece la scritta è su fondo giallo oro i solfiti presenti sono inferiori addirittura ai 10 mg/litro. 

Si potrebbe pensare che seguire certe regole usando certe tecnologie porti a standardizzare il prodotto finale: in realtà, accade proprio il contrario. Non è il produttore ad adattarsi al Progetto Freewine, è quest’ultimo che si affianca a lui per aiutarlo a lavorare meglio le sue uve; per questo si possono trovare vini Freewine al Nord Italia come al centro o al Sud, di tutte le tipologie (bianchi, rossi, rosati, d’annata o riserve) e con tutti i vitigni, siano essi autoctoni o internazionali.


I vantaggi di un vino Freewine però non si fermano a questo, perché limitare in maniera significativa la presenza della solforosa ha anche un’altra importante conseguenza, questa volta sui nostri sensi: esalta le caratteristiche del frutto originario. I vini Freewine risultano più autentici ed espressivi dei territori d’origine, perché le qualità dell’uva non sono più offuscate dai solfiti. L’originalità del territorio, al pari di quella dello stile produttivo di ciascuna cantina, sono perciò pienamente rispettate. Il Progetto Freewine permette insomma di bere meglio, e in maniera più sana; due motivi che stanno spingendo un numero crescente di cantine ad aderire all’iniziativa, partita ufficialmente nel 2010.


Tra le aziende che nel 2012 presentano almeno un vino aderente al Progetto Freewine: 

  • Cantina Soc. Roverè della Luna
  • Cantine Bolla
  • Casal Thaulero
  • Castello di Stefanago
  • CITRA - Consorzio Cooperative Riunite d’Abruzzo
  • La Travaglina
  • Masseria Duca d’Ascoli
  • Quinta della Luna
  • Sei Terre
  • Villa Medici


Scopri l’elenco completo dei vini qui

Info www.freewine.eu



 

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