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I maccheroncini di Campofilone

Talmente fast che si posso cuocere direttamente nel sugo!


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Anche se nel linguaggio comune la parola maccheroncini indica generalmente un formato di pasta corta, nelle Marche corrisponde una specialità di pasta lunga conosciuta fin dal Quattrocento.  La storia racconta che questa pasta nacque in un borgo agricolo collocato sopra un colle della bassa valle dell’Aso, affacciata sull’Adriatico,  dove Adorna Albanesi, nel 1912 la ripropose all’interno della sua trattoria La Campofilone, luogo dal quale si propagarono i laboratori artigianali di maccheroncini, ora diffusi su tutto il territorio. Sottili fili di pasta all’uovo fatta in casa divennero in un batter d’occhio simbolo del fast food marchigiano: cuocevano perfettamente in 90 secondi e potevano essere cotti direttamente nel sugo, che fosse di carne, pesce, pomodoro, all’olio, aglio e peperoncino. La praticità trasformo i maccheroncini in protagonisti della tradizione popolare: la loro preparazione viene tutt’ora tramandata di madre in figlia, e si dice che le ricette utilizzate facciano tutte riferimento all’originale contenuta di un documento risalente al Quattrocento, dell’Abbazia di Campofilone. La farina di grano duro (anche se a livello casalingo s’impiega quella di grano tenero) viene impastata con uova di gallina fresche, senza aggiunta d’acqua, nella proporzione di dieci uova ogni chilo. Preparato alla sera, l’impasto riposa tutta notte, in modo che la mattina sia pronto per la lavorazione sul piano di marmo. Le sfoglie sottilissime, dette panelle, sono messe ad asciugare, e poi arrotolate e tagliate con un coltello affilato. I rotoli di pasta si trasformano così in fili sottilissimi, i maccheroncini, che sono lasciati ad essiccare tra le 24 e le 36 ore.


Attualmente i maccheroncini all’uovo marchigiani costituiscono il cavallo di battaglia della gastronomia marchigiana e nei numerosi laboratori distribuiti sul territorio sono realizzati con gli stessi accorgimenti e l’amore di una volta, fattori che consentono di trasmettere ricordi e tradizioni un tempo, senza che si perdano con il passare degli anni. Campofilone ha così legato il suo nome e la sua fama ad un pasta che ricorda per fattura e colore i capelli d’angelo, e che per tradizione è protagonista delle ricorrenze principali - quali sagre, feste familiari, patroni – ed è regalata agli amici come simbolo di buono auspicio.


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