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Il riposo dell'ortista

I consigli del nostro esperto per il mese di dicembre


Buongiorno Ortisti, questo dicembre ci sta mettendo alla prova. Mi riferisco alla Toscana, specialmente alla provincia di Firenze. L'aria, il clima sono primaverili, inoltre non piove in maniera soddisfacente, per uomini e piante, da mesi ormai. Un adagio antichissimo torna alla mente a consolarmi, “né acqua né gelo...rimangono in cielo”. Mi piace proprio questo “karma ambientale”, mi ricorda che esiste una sorta di bilancio degli eventi meteorici, mi lascia speranza che tutta l'acqua in attesa - in cielo - scenda; sì, ma dolcemente.


Comunque gli Orti resistono, in veste ormai invernale, si trovano tanti tipi di verde e qualche giallo di foglia a fine carriera. Cavoli neri, verze, cappucci, porri, finocchi crescono e respirano fuori al freddo naturale, nell'orto, il mio frigo biologico preferito.

Per il presente, in questo mese ci dedichiamo alla raccolta delle verdure poste in estate, se sradicando gli ortaggi li diradiamo con giudizio, le piante che rimarranno cresceranno meglio. La raccolta è una vera e propria cura colturale, anche le foglie del cavolo nero se le rinnoviamo dal basso siamo in grado di stimolarne la crescita. Durante la raccolta riduciamo al minimo di calpestare il terreno che, specialmente se bagnato tende a compattarsi. 

Per il futuro prossimo possiamo proteggere i finocchi dal gelo più mordente stendendo su di essi un apposito tessuto protettivo, il finocchio ha troppa acqua dentro di sé e con il gelo tende a cuocersi.


Questa è anche la stagione più adatta per stare al coperto, in una rimessa, in una biblioteca, in un pensatoio intimo a fare cose che è impossibile solo pensare di fare nelle stagioni primaverili ed estive e cioè a restaurare attrezzi, a riprogrammare - sognare in pratica - il  nostro Orto di “domani”: il sano ozio produttivo.


Salute e buon divertimento


Stefano Pissi

Associazione culturale gli Ortisti


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