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Il Sacro Gin di Londra

Highway to Ale ci porta alla scoperta dei Sacred Spirits artigianali di Londra


London calling, un viaggio di sola andata per il gin. Esiste qualcosa di più piacevole di un bicchiere di un buon distillato per resistere alle basse temperature invernali? Con il profumo delle sue botaniche e la giusta gradazione alcolica, il gin è il compagno ideale di queste serate di festa.

Londra è la culla di questo prodotto ed è proprio qui che, nel 2008, il distillatore londinese, Ian Hart ha fondato Sacred Spirits. Per preservare la ricchezza di aromi e sapori delle sue botaniche biologiche, raccolte a mano, Ian ha deciso di non optare per la distillazione tradizionale, in alambicco, e di utilizzare il sottovuoto. “Ciò significa che l'aria viene aspirata con una pompa da sottovuoto, che riduce la pressione in modo che la distillazione avvenga a una temperatura molto più bassa (35–45 ° C) rispetto alla distillazione in alambicco tradizionale (85–95 ° C). Attualmente utilizzo cinque alambicchi su misura, che sono fondamentalmente una serie di camere di vetro collegate da tubi in vetro e silicone. Sono unici, progettati secondo le mie esigenze, realizzati appositamente per me da un produttore di articoli in vetro”, spiega Ian.

Tra i vantaggi della distillazione sottovuoto c’è la temperatura di distillazione che, essendo inferiore alla temperatura tradizionale, permette di ottenere distillati più ricchi e più freschi. Quando Ian ha iniziato, la posta in gioco era la qualità con cui rivoluzionare il rapporto con la città e dare inizio a una nuova era del gin, prodotto su piccoli lotti artigianali. Dal suo background si capisce la passione che lo ha motivato verso questa scelta. Dopo una laurea in scienze naturali a Cambridge e una parentesi a Wall Street, Ian si avvicina al gin grazie alla passione per il vino: i primi esperimenti di distillazione li realizza infatti con i pregiati vini di Bordeaux.

“Avevo una vasta collezione di vino bordolese, mi è venuto in mente di utilizzare attrezzature di distillazione sottovuoto per rimuovere l'acqua da alcune delle annate meno riuscite per creare un vino più ricco. Tecnicamente è stato un esercizio di grande successo, ma richiedeva anche molto tempo e alla fine era il prodotto di qualcun altro. Però il processo di distillazione mi era piaciuto molto e, poiché ho sempre apprezzato un buon gin tonic, ho pensato di provare a creare il mio gin, qualcosa di leggermente diverso”, racconta Ian. Le distillerie Sacred Gin sono pensate e fatte su misura da lui e dalla compagna Hilary Whitney per rispettare il binomio piccola produzione e grande qualità.

La lavorazione è completamente artigianale: ogni botanica viene macerata in acquavite di grano inglese per 4-6 settimane per ottenere l'estrazione totale (100% di sapore e aroma). Gli estratti vengono quindi distillati separatamente, consentendo a Ian di sperimentare molteplici combinazioni di sapori, prima di miscelarli per creare uno Spirito Sacro. Il nome del marchio deriva dall’utilizzo dell'incenso, Boswellia Sacra in latino, che Ian e Hilary hanno aggiunto alla loro prima ricetta del 2008 a base di ginepro, cardamomo, noce moscata, con l’intento di creare liquori unici, di spessore e dagli aromi ultraterreni.

“L'incenso ha una delicata resinosità, che completa magnificamente il ginepro”, spiega Ian e, ricordando le difficoltà degli esordi, aggiunge: “oggi, data l'attuale popolarità del gin, creare una distilleria apposta sarebbe considerato una scommessa abbastanza sicura, ma 10 anni fa, quando il gin era considerato piuttosto fuori moda, non era così scontato. Ricordo che prima di imbottigliare il nostro primo lotto di Sacred, Hilary ha offerto con orgoglio un campione a un conoscente ventenne che, dopo averlo assaggiato, ha osservato: beh, è davvero delizioso, ma chi lo comprerà? Nessuno beve più gin!”.

Il primo imbottigliamento commerciale di Sacred nel 2009, sebbene senza operazioni di marketing e senza un lancio ufficiale, diventa un cult perché cambia il volto della distillazione londinese e del gin in piccoli lotti. Distillare le botaniche separatamente permette a Sacred Gin di sperimentare molte ricette: oggi la produzione conta nove gin, tre vodka, tre vermouth a base di vino inglese, un aperitivo amaro (Rosehip Cup), un Negroni affinato in bottiglia, un whisky inglese torbato e un liquore al whisky inglese.

Abbiamo assaggiato quattro referenze di Gin Sacred, distribuiti in Italia da Ales&Co. Sacred Gin è il cavallo di battaglia della casa, la ricetta originale: 40 gradi di grande equilibrio, fresco e dissetante con note di incenso e agrumi in evidenza. Cardamom Gin è la versione del Sacred Gin rivisitata con Cardamomo verde guatemalteco infuso in alcol e distillato. L'aromaticità di questo gin di 43,80 gradi ruota intorno a questa spezia che si combina con le note speziate di ginepro e pepe nero e quelle citriche della scorza di limone. Old Tom Gin ha intense note di ginepro e di liquirizia, vuole essere un’interpretazione moderna di uno stile classico inglese: 48 gradi alcolici e una piacevole vena dolce e agrumata di scorza d’arancia. Organic Sloe Gin è il Sacred Gin in cui vengono lasciate macerare per due anni bacche di prugnolo biologico e selvatico con un "extra kick" di ginepro prima dell'imbottigliamento. Ha un profilo ricco e complesso, molto resinoso.

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