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Le fave di Leonforte

Un legume facile da cuocere e dal gusto poco farinoso


Legate al clima mediterraneo, le fave vennero impiegato nell’alimentazione in maniera imponente soltanto a partire dal Medioevo, ma la sua fama fu breve, in quanto l’epoca delle grandi scoperte geografiche arricchì l’Europa di numerosi prodotti provenienti dall’America latina, come ad esempio il fagiolo. Oltre ad avere sapore più intrigante e dolciastro, questo legume non necessitava dell’estrazione di ogni seme dalla buccia, caratteristica che lo fece ben presto preferire alla fava. 

 

L’area che nonostante tali premesse ha conservato nel tempo la naturale vocazione per la coltura delle fave, è stata in particolar modo quella siciliana, dove, in seguito ad un tracollo degli anni Cinquanta, oggi si registra un lieve incremento dell’attività. Coltivata solo da pochi anziani, la fava è stata rivalutata soprattutto nell’ultimo biennio, non solo come prodotto di largo consumo, ma anche come coltura impiegata in rotazione con il frumento: essa è un fertilizzante naturale dei terreni, in quanto capace di fissare l’azoto atmosferico al suolo. In molte aree, quindi, alla coltura della fava, succedono circa due anni coltivazione a frumento.

 

Una delle realtà più attive in questa produzione è Leonforte, dove si registra un microclima ideale e un terreno poco calcareo, in grado di favorire la morbidezza esterna delle fave. La tipologia che qui fa da protagonista è la turca, originaria della mesopotamia e giunta nei territori della Magna Grecia, molto probabilmente a seguito delle invasioni arabe. Caratterizzata da una certa facilità di cottura e dal suo gusto poco farinoso, questa fava è prodotta anche nei comuni limitrofi di Nissoria, Assoro, Enna e Calascibetta, dove a causa della grossezza dei semi, la coltivazione è realizzata ancora a mano secondo le tecniche tradizionali. Il suo limitato interesse economico, infatti, non ha consentito che ci fossero dei miglioramenti genetici che favorissero sistemi di coltivazione meccanizzati e meno onerosi.

 

I semi, interrati manualmente a dicembre, e più precisamente il 13, giorno dedicato a Santa Lucia, sono ripuliti dalle erbe infestanti fino alla crescita delle piantine, che nel mese di marzo, quando sono ancora spoglie, sono potate in modo che inizino a formarsi le gemme floreali di colore rosa. Le fave fresche, usate anche in cucina, sono raccolte ad aprile, hanno colore verde e sono chiamate faviane, mentre quelle secche, sono pronte sul finire del mese di luglio.

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AZIENDA AGRICOLA AGRIRAPE

Corso Umberto 556

Leonforte (En)

T. 0935.904862
W. www.agrirape.it


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