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Lo gnocco ritrovato

Sulle sponde del Po si recupera un vecchio piatto dei mugnai


Questa che vi sto per raccontare è una storia bella che potrebbe cominciare così: “Tanto tempo fa, a Fossacaprara in provincia di Cremona, c'era un'osteria gestita da una signora chiamata Teresina Padova, madre di tre figlie... etc etc etc”. In realtà non è corretto parlare al passato in quanto Teresa Padova, Teresina per gli abitanti del paese, è mancata pochi mesi fa e  ancora oggi la sua presenza è molto sentita in quanto è stata l'ultima ambasciatrice degli gnòc a la mulinèra, un piatto povero caratteristico di tutte le famiglie mugnaie che popolavano le sponde del fiume Po. Basta un poco di farina e una pentola di acqua bollente per creare questa specialità che da oggi in poi è tornato a vivere grazie alla Sagra di Fossacaprara, tenutasi il 25 agosto scorso, la quale si pone l'obbiettivo di far cucinare questi gnocchi, sia nelle case, sia nelle trattorie della zona.
 
Una ricetta semplice, diffusa tra le famiglie mugnaie di tutta Italia, dove la farina di grano tenero viene impastata con l'acqua bollente in modo da ottenere un impasto consistente, grazie all'azione del reticolo glutineo formatosi proprio mediante l'uso dell'acqua calda. Una volta ottenuto il composto, questo viene diviso in lunghi filoni, rotoli dello spessore di 2/3 cm e successivamente sezionati ancora una volta in piccoli filoncini della lunghezza di 3 / 4 cm al massimo. A questo punto, e sta proprio qua la caratteristica principale, questi filoncini vengono strisciati con tre dita  in modo che venga loro donata la forma che li contraddistingue da quelli prodotti in altre parti d'Italia.Una sbollentata in acqua dolce (poco salata) e poi via con il tradizionale condimento: passata di pomodoro con fagioli borlotti e cipolla.
 
La particolare forma li rende adattabili a diversi condimenti: questo tipo di gnocco è capace di contenere al suo interno una golosa quantità di sugo. La facilità di realizzazione fa sì che possano essere riprodotti in casa da tutti gli aspiranti cuochi che vogliono stupire i loro invitati. Un piatto eclettico e moderno, dunque. Provare per credere.

(Foto tratta da Il Gustofilo)

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