Torna a inizio pagina

Nè bianco nè rosso...Rosato!

La storia del chiaretto


Accade spesso che  nell’immaginario collettivo il vino rosato sia considerato un vino “minore”, in quanto né bianco né rosso. Sbagliato! Il rosè rappresenta un “genus” a sé stante, anzi, le tipologie di questo vino sono svariate: in particolare parliamo del Chiaretto.


Con una storia lunga 150 anni, la produzione di questo rosato si sviluppa su lago di Garda: nella sponda veronese vi è dominanza del vitigno corvina che conferisce sentori di lampone fragola e ciliegia, mentre nella parte bresciana l’uva maggiormente impiegata è il groppello con una forte presenza di profumi di fragola (tant’è che il chiaretto in dialetto bresciano viene chimato maos, che significa fragola). Caratteristiche del Chiaretto sono la freschezza, la spiccata acidità, la pulizia del palato, i profumi di frutti di bosco. Quest’ultima caratteristica è dovuta al fatto che sono vini prodotti solo con uve a bacca rossa. L'unica eccezione è rappresentata dagli spumanti rosati che nella maggior parte dei casi - e unico caso nell'enologia consentito dalla legge - sono prodotti miscelando vini bianchi e vini rossi in quantità variabili in modo da ottenere un vino rosato.


La fase della produzione vera e propria prevede una macerazione del mosto nelle bucce con tempi molto ristretti, variabili in base al tipo di vino da produrre e dalla capacità colorante dell'uva, fra poche ore e massimo due giorni. Al termine di questo processo, il mosto viene separato dalle bucce e quindi il processo di produzione continua esattamente come per i vini bianchi: i mosti vengono quindi normalmente decantati, filtrati e centrifugati per ottenere la migliore limpidezza e finezza. In questa fase, particolarmente critica, non vi deve essere il contatto con l'aria onde evitare che si producano fenomeni di ossidazione determinando un peggioramento delle proprietà organolettiche del vino.


Il rosé non si presta ad essere invecchiato, anzi proprio per le sue caratteristiche si consiglia di berlo nei primi due anni dalla vendemmia. Nonostante questo, l'azienda Costaripa presenta il vino Molmenti 2008, un'esperimento decisamente ben riuscito, in quanto questo vino, dopo il primo anno tende a sprigionare note speziate come il chiodo di garofano e la cannella. Tra i chiaretti, generalmente fermi, emergevano quelli spumantizzati con il metodo Charmat, o  Champenois, quest'ultimo utilizzato della Cantina Monte Saline che conta ormai 25 anni di esperienza.


Molti collegano l’idea di rosato ai modaioli franciacorta e champagne, considerandolo un vino prettamente da aperitivo: questi non ne conoscono la grande abbinabilità! L’accostamento possibile è infatti trasversale: dalla caprese ai piatti di pesce, dal sushi ai risotti; e anche per piatti dove il bianco tenderebbe a soccombere a fronte dei sapori e il rosso, al contrario li sovrasterebbe, il rosè rappresenta il compromesso ideale.

D'altronde una delle più belle canzoni di tutti i tempi titola “La vie en rose”… Forse Edith Piaf aveva già capito tutto!


Per maggiori informazioni 


Cantina Monte Saline

via Pozzo Dell'Amore, 47

Cavaion Veronese (VR)

Tel. 0457235032

www.montesaline.com


Costaripa

Via della Costa, 1a

Moniga del Garda (BS)

Tel. 0365502010

www.costaripa.it


ADV

Leggi anche


Un vino rosé fa primavera

Cristina Rombolà il 24 mar 2021

La spesa in via Sarpi, la Chinatown di Milano

Davide Paolini il 02 feb 2021

Bottiglie parlanti

Davide Paolini il 10 dic 2020