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Occhio al finocchietto marino!

Il finocchietto marino è un’erba spontanea buona da mangiare che cresce in riva al mare



Alla fine di ogni viaggio si condensano delle sensazioni nella memoria. Quelle della mia estate mi riportano alla pelle arsa dal sole e dal sale di una lunga giornata di mare; all’odore del pesce che si incolla alle mani dopo aver messo nel secchiello - non senza una certa riluttanza - dei gianchetti appena catturati; all’immagine di scogliere bianche che si colorano con il verde dei cespugli di un’eroica vegetazione …

Qui mi vorrei fermare, nel vaglio dei ricordi, per parlare di un’erba che ho incontrato a Rakalj, in Croazia, e ritrovato in Sardegna, ad Alghero, ma che è diffusa su tutte le coste italiane.
finocchietto marino

Bella, ma anche buona da mangiare. Si tratta del finocchietto marino (Crithmum maritimum), anche detto spaccasassi, frangi sasso, cretamo, critamo marittimo, crite, bacicci, crista marina o erba di San Pietro.

Un nome, quest’ultimo, che ha a che fare con l’ambiente in cui questa pianta cresce: i litorali rocciosi marini che la legano inevitabilmente al destino di pescatori e naviganti, che in passato la usavano come integratore alimentare di vitamina C, oli essenziali e come rimedio allo scorbuto.

Quando i miei zii mi hanno rivelato che quella pianta che vedevo germogliare tra le rocce era commestibile, mi è parsa una grande notizia, ma mi sono presto resa conto di aver scoperto l’acqua calda: facendo qualche ricerca è infatti risultata essere molto apprezzata già da Ippocrate per le sue proprietà benefiche e addirittura sconsigliata da Shakespeare, che nel suo “Re Lear” cerca di disincentivarne la raccolta, a quei tempi molto popolare, poiché poteva rivelarsi troppo rischiosa.

Non si può dire che oggi sia altrettanto nota, certi saperi e sapori si sono assopiti nel tempo: la gente che passa la guarda e prosegue veloce.

Finocchietto l'uso in cucina

Un gran peccato, visto il gusto particolare e la facile reperibilità nelle località marittime. Sapida, amarotica e aromatica, ha un vago sentore di citronella.

Io ho avuto modo di apprezzarla a crudo e scottata in padella insieme ad un’orata al forno con patate - la morte sua! - ma si può anche impiegare in primi, frittate o per insaporire delle salse.

Il finocchietto marino si raccoglie a mani nude, mondando i rametti per eliminare le foglie gialle o sciupate e si può conservare sott’aceto, sott’olio o in salamoia, da solo o insieme ai capperi. Raccoglierlo è semplicissimo e, soprattutto, regala l’emozione di sentirsi forager per un giorno.

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