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Quale futuro per la birra artigianale italiana?

Si è appena concluso il secondo Taste Ring del Gastronauta


Il mondo brassicolo italiano, lo sappiamo ormai tutti, è in piena espansione. È quasi diventato impossibile seguire e conoscere tutte le realtà che, quasi giornalmente nascono e si affacciano sul palcoscenico birrario nazionale. Certo è che la birra artigianale in Italia si è ritagliata una propria e peculiare fetta di mercato, uno zoccolo duro ormai inossidabile di pubblico e di consumatori sempre più consapevoli.

Facendo un parallelismo con il vino, infatti, è come se fossimo passati da bere ignorante vino da tavola a raffinate bottiglie di annata. In questo modo si è spalancata una finestra su di un nuovo, coloratissimo e profumatissimo mondo che nessuno potrà più arginare o segregare in un angolo.


Ma l'enorme esplosione registrata nell'ultimo triennio sembra superare addirittura le potenzialità del mercato. Prendiamo il caso degli Stati Uniti, paese cardine del fenomeno della renaissance birraria: secondo i dati di Brewers  Association, nel 2015 si registrano qui 3.500 birrifici artigianali; in Italia sono tra 800 e 1000. 


Non è però tutto oro quello che luccica nel boccale, infatti quasi fisiologico in un fenomeno come quello della birra artigianale è lo sviluppo di nuove realtà nate per rincorrere l'ultimo trend enogastronomico, scimmiottando i veri produttori di qualità; da piccoli birrifici nati a tavolino senza impianto e senza anima a etichette fantoccio dietro cui si celano le industrie birrarie multinazionali con le proprie campagne di comunicazione e marketing che sfruttano e mistificano gli elementi peculiari della craft beer. 

In questo mare magnum alcolico, è ovvio che stiamo andando incontro a una naturale sforbiciata che ha come criterio la qualità e che porterà a una selezione delle migliori realtà a oggi esistenti. Che la svolta qualitativa possa passare dalla produzione di luppolo italiano, come ha intuito Italian Hops Company, la prima azienda nazionale a coltivare l'oro verde alle porte di Modena? Saranno vincenti quei birrifici in cui il primo elemento fondante sono le persone, dove esperienza, passione, e apporto umano infondono vita e carattere al prodotto. 

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