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Saffredi, il vino che profuma d’Italia

Non un semplice super-toscano, ma un'espressione autentica del territorio


Era l’anno 1994 e in un piccolo ma grande locale di Brisighella iniziavo a mettere il naso nei primi bicchieri. Immediatamente, dalle prime bottiglie timidamente stappate, Saffredi mi ha conquistato per la rarità della sua espressione olfattiva: terrosa, calda, mediterranea, fragrante e raffinata.

Già dal colore ne riceviamo un messaggio chiaro. Impenetrabile e ricco, quasi nero in gioventù che si presta a trasparenze rubino in fase di affinamento. Le sensazioni al palato ci parlano di odori di piccoli borghi dell’entroterra sardo e del ricordo di mirto, come dei meravigliosi villaggi delle Cinque Terre aromatici di menta e basilico; non mancano quelli caldi e avvolgenti di Catania come le note balsamiche del vento di Trieste.

A chiudere ci ammalia la nota estiva e speziata della Costiera, spensierata e quasi selvatica che lo rende unico. SaffrediSaffredi è l’incontro tra uve molto diverse, nelle origini, nei colori, nel gusto; rappresenta la delicata fusione tra Cabernet Sauvignon e Alicante, il Merlot a moderare gli spigoli. La complessità dell’assemblaggio si percepisce anche nelle diverse tipologie di aromi d’origine, imperioso e suadente il primo, caldo, ricco e mediterraneo il secondo.Non si tratta di un “semplice” super-toscano ma dell’espressione di una terra ancora riservata, che nonostante alcuni anni “di moda”, oggi ha trovato il proprio dimensionamento.

Un vino che non teme confronti, mantiene la propria identità e affascina con il suo carattere. Viva l’Italia.

 

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