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Tanti auguri tramezzino

Il triangolo di pane bianco imbottito compie novanta anni


Novant’anni e non sentirli: oggi è il compleanno del tramezzino che, nonostante l’anzianità, continua a rimanere un sempreverde della gastronomia.  La semplicità della preparazione, la comodità del consumo, la popolarità del prezzo avranno sicuramente influito sulla sua gloria, ma il successo dell’intramontabile triangolo di pane "bianco" imbottito e servito freddo passa anche per il gusto che si prova nel morderlo. Sfizioso ed easy, va bene nella convivialità e nella solitudine, così come è adattabile a qualsiasi momento della giornata (spuntino, pranzo, aperitivo, cena).

Il suo essere informale e versatile però non deve ingannare: il tramezzino è una cosa seria. Venezia e Roma si contendono quello ideale, proponendolo in due versioni differenti: se la città della Laguna lo vuole panciuto con farcitura importante concentrata al centro; nella capitale imperversa nella variante triangolare piatta con imbottitura distribuita uniformemente. Il contenuto varia dai salumi ai formaggi; dalle verdure alla carne, dal pesce ai sott’oli alle salse (maionese in primis). In entrambi i casi però il tramezzino non può sfuggire a due regole fondamentali: il pane, che deve essere bianco, morbido e senza crosta; e la conservazione: al bando cellophane e plastiche varie, per mantenerlo fresco bisogna usare dei tovaglioli umidi di stoffa.

Se sul nome siamo tutti d’accordo nell’attribuire il conio a D’Annunzio, più annosa e controversa è la questione dell’origine, già indagata da Davide Paolini (Il Sole 24 Ore, 15 marzo 1998). Nel giorno del suo compleanno vogliamo riprenderla da questa domanda: D’Annunzio usa il termine “tramezzino” per tradurre l’inglese “sandwich” o forgia un neologismo ispirato a un nuovo prodotto italiano? secondo alcuni il tramezzino italiano altro non è che la traslitterazione del sandwich, scoperto per merito di Lord John Montagu, quarto conte di Sandwich. Il nobile inglese pare fosse un giocatore di carte così appassionato che, per non alzarsi dal tavolo, si faceva servire due fette di pane imbottite di carne fredda e le mangiava con le mani per non interrompere il gioco. Quello che in principio nell’ambiente aristocratico fu considerato uno scandalo, nel tempo divenne un’invenzione rivoluzionaria. Un’altra leggenda invece lega la nascita del panino imbottito alla città di Torino, e precisamente al caffè Mulassano dove nel 1926 i titolari di allora, Angela e Onorino Nebiolo, proposero per la prima volta in Europa due fette di pane morbido e senza crosta, farcito di burro e acciughe. Pare che un giorno passò dal loro bar D’Annunzio che, assaggiati i panini, ne ordinò altri, chiamandoli tramezzini. Da allora quelli che fino a quel momento erano conosciuti come paninetti, passarono alla storia con il poetico nome di “tramezzino”. 

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