Torna a inizio pagina

Un pecorino unico nel suo genere

Con il latte delle pecore della Valle del Belìce si produce la gustosa Vastedda


La Valle del Belìce raggruppa quel fazzoletto di terra percorso dall’omonimo fiume, comprensivo delle province di Agrigento, Palermo e Trapani. Una zona rinomata per la presenza di una particolare cultivar di oliva, la Nocellara, da cui si ricava un fragrante olio, ma soprattutto per un’antichissima tradizione di ovinocoltura. Non è un caso che in questo territorio d’elezione della pecora si produca la Vastedda, pecorino a pasta filata, protetto dalla denominazione d’origine dal 2010.

La nascita di questo ricercato latticino avviene in modo del tutto casuale: una vecchia leggenda racconta che, in tempi ormai lontani, un casaro locale dimentica il latte delle sue pecore nelle fuscelle di giunco. Essendo estate, il liquido inizia a inacidificarsi così, per rimediare, l’uomo immerge la pasta nell’acqua calda. Ottenuta una lavorazione filante, la mette in un piatto e il composto assume la forma del disco. Il racconto è illuminante per capire il nome del formaggio che allude sia al dialetto vasta (guasta, per il tentativo dei casari autoctoni di recuperare i formaggi freschi andati a male in estate per le alte temperature), sia alla forma che richiama quella tonda della vastedda, la tipica pagnotta siciliana. Dalla superficie liscia e dal colore bianco avorio, la Vastedda viene realizzata con latte ovino crudo di pecore di razza Valle del Belìce, nutrite a foraggi freschi e fieni. Per la produzione si utilizza il liquido proveniente dalla mungitura serale e da quella del mattino successivo che, dopo essere stato scaldato, viene coagulato con caglio d’agnello. Alla rottura della cagliata, segue la maturazione della pasta, il taglio e la filatura. In quest’ultima fase la massa è immersa in acqua bollente e, modellata nella caratteristica forma, viene salata e fatta asciugare. Il consumo è immediato: la vastedda va consumata necessariamente fresca.

La produzione è rara e sono poche le aziende che propongono quella autentica. Il profumo intenso, l’inconfondibile aroma di latte fresco di pecora e un sapore piacevolmente acidulo caratterizzano la Vastedda fatta dai fratelli Cucchiara a Salemi, in provincia di Trapani. I titolari di questa piccola realtà siciliana realizzano il formaggio utilizzando il latte di pecore proprie e metodi di lavorazione acquisiti da un’attività pastorale che si trasmettono da diverse generazioni. Il risultato è un prodotto dalle indiscusse qualità gustative e olfattive. Per assaporarlo al meglio, consigliamo una sfiziosa marmellata di fichi d’india, se cercate dei sapori agrodolci; se invece siete amanti del salato, conditelo con olio extravergine d’oliva, origano, pomodorini e accompagnatelo con del pane di Castelvetrano: non ve ne pentirete!

ADV

Leggi anche


In Val d'Orcia, vino pecorino e borghi antichi

Davide Paolini il 25 feb 2019

Cibovagando in Emilia Romagna

Davide Paolini il 24 ago 2017

I formaggi "archeologici" firmati Di Nucci

Irene Vianello il 15 giu 2017