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Un vino per San Giovanni

A Cascina La Secca di Monticelli d'Ongina 50 vignaioli si sono riuniti per festeggiare la biodiversità della vigna


Vignaioli di San Giovanni. Nella cascina La Secca di Monticelli d’Ongina (PC) 50 viticoltori nazionali con incursioni catalane e slovene, per tre giorni hanno condiviso lo stesso spazio in nome di una comune ideologia del lavoro che non segue i dettami dei disciplinari o del mercato, ma assegna priorità all’uva in quanto libera espressione del territorio. Da amante inesperta del vino, mi sono immersa in “viaggi d’assaggio”, approfittando del racconto di chi ha scelto di dedicare a questo prodotto l’intera vita, per istruirmi. Tra i tanti banchi presenti, mi sono soffermata su sei vini che non conoscevo e che ho trovato molto interessanti.
 
1) Vej Metodo Classico 2011 - Podere Pradarolo
Uno spumante Brut di Malvasia di Candia Aromatica in purezza, primo metodo classico su un vino macerato e poi spumantizzato con l’aggiunta del mosto dell’anno prima. Un esperimento pienamente riuscito per Alberto Carretti, patron di Podere Pradarolo, a Varano de’ Melegari (PR). Un vino molto fruttato e dagli aromi intensi, ottimo con salumi pregiati come il culatello.
 
2) Dinavolo 2008 - Azienda Agricola Denavolo
Il territorio si percepisce al primo sorso di Dinavolo 2008, il bianco macerato ottenuto da Malvasia di Candia Aromatica, Ortrugo, Marsanne e uve autoctone minori dal maggiore interprete del vino della Val Trebbia (PC), Giulio Armani.  Si tratta di vitigni storici del ’75 dalle uve con acini piccoli che si prestano a lunghe macerazioni sulle bucce. Un vino in fieri dalla personalità forte come chi lo produce.
 
3) Malvasia 2010 - Tenuta Il Poggio
La passione per il vino di Andrea Cervini, titolare della Tenuta Il Poggio di Travo (PC), si evince dalla capacità di conciliare la viticoltura con un altro lavoro. La sua Malvasia 2010, con tre mesi di macerazione sulle bucce e tre in bottiglia, mi conquista immediatamente per equilibrio, struttura e morbidezza. Il vitigno, mi spiega Andrea, è molto tannico, ha bisogno di un passaggio in bottiglia per addolcirsi.
 
4) Tristo 2012 - Cantina Marco Merli
E’ figlio d’arte Marco Merli, giovane vignaiolo umbro che ha innovato la storica cantina di famiglia sita in località Casa del diavolo (PG). Tristo è il suo Orange Wine ottenuto da uve Trebbiano in purezza macerate per venti giorni sulle bucce. Un vino severo e schietto, dalla sapidità interessante che, anche grazie ai suoi freschi sentori floreali, si lascia bere con facilità.  
 
5) Pinot Nero 2011- Cantina Casè
Alberto Anguissola si è lasciato alle spalle una laurea in economia aziendale per ritornare nella terra dei suoi nonni a Casè (nome dialettale di Casal Pozzino di Travo) e dedicarsi al suo ex hobby: il vino. Macerazione lunga, affinamento in barrique di legno e tonneau d’acciaio per il suo esemplare emiliano di Pinot Nero dalla bassa resa e dall’elegante palato. 
 
6) Roncaie sui lieviti 2012 - Società Agricola Menti Giovanni
Uva Garganega in purezza dei terreni vulcanici di Gambellara (VI), vigneti storici di trent’anni, fermentazione con lieviti indigeni, e rifermentazione naturale in bottiglia con l’aggiunta del mosto di Garganega passito. Il Roncaie sui lieviti di Stefano Menti è fresco, stuzzicante, espressione personalizzata e intelligente del territorio. 

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