Mandarin 2: non il solito ristorante cinese

Da Mandarin 2, a Milano, si mangiano i piatti classici della tradizione cinese preparati a regola d'arte


Identificare la cucina cinese con involtini primavera, riso alla cantonese, prezzi bassi e spazi sporchi è opinione diffusa, quanto riduttiva, se si pensa all’immensa tradizione culinaria che questo Stato vanta. Ogni volta che varco la soglia di Mandarin 2, lo storico ristorante cinese di via Garofalo a Milano, ripenso a quanto siano provinciali e limitanti i pregiudizi culinari.

Due piani di stile orientale e minimalista che ricreano un ambiente accogliente e intimo con tanto di luci soffuse, su cui spiccano tre colori. Un’atmosfera rilassante e famigliare che riproduce il clima da osteria e che fa intuire, ancor prima di attivare il palato, una fusion riuscita tra culture diverse. La siciliana e la cinese, nello specifico, unite grazie a un matrimonio (reale, non metaforico) tra una donna dell’isola e un uomo di Hong Kong. Tre generazioni che portano avanti una cucina dinamica, realizzata con arte e con ottimi ingredienti, che replica i classici piatti cinesi, adattandoli a un’esuberante personalità siciliana. E' facile perdersi tra i fogli dell’enciclopedico menù senza i consigli della signora Antonella (la zia del ristorante, il resto del personale è formato dai nipoti) che coccola il cliente, sedendosi al tavolo e aiutandolo nella scelta. Io mi affido sempre a lei e, credetemi, non sbaglia mai un colpo.

Il sipario si apre con saporiti involtini di gamberi in pasta kataifi spennellati da marmellata di fragole e crostini dello stesso crostaceo che persuadono a chiedere il bis. Decisa, ma non invadente, la zuppa agro-piccante che scalda il palato e lo prepara ai primi. I tagliolini Shangai, cavallo di battaglia della casa, sono croccanti e gustosi: la pasta, cotta alla piastra, è condita con abbondanti verdure (carote, asparagi, cipollotto, fagiolini, broccoletti, peperoni), gamberi, straccetti di pollo e maiale e quel tanto di salsa di soia che basta per insaporire il piatto, senza renderlo stucchevole. Come secondo, il maialone in agrodolce è una garanzia, ma si può andare sul sicuro anche con il pollo articolato secondo i dogmi della tradizione. Antonella saprà poi consigliarvi eventuali piatti del giorno che meritano l’assaggio. Il dessert più cinese è la frutta fritta declinata in mele, banane e ananas, asciutta e non troppo dolce, da accompagnare con le diverse grappe di (riso, rose, bambù e ginseng) o (e lo consiglio) con un vino alle prugne che ricorda il passito italiano. Per completare, servizio informale e competente, porzioni generose e una buona carta dei vini invogliano a eleggere Mandarin 2 come “this must be the place” quando si ha voglia di cucina “etnica” a Milano.

Contatti

MANDARIN 2

Via Garofalo 22/A, Milano
02.2664147
info@mandarin2.it
www.mandarin2.it

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