Una cena in aeroporto davvero insperata

Al Michelangelo Restaurant di Linate i piatti non sono dei semplici "scacciafame"


Metti una sera all’aeroporto di Linate, il volo è in ritardo, un classico in questi giorni di partenza, ascolto un friccico sospetto alla pancia, che man mano aumenta. Comincio a pensare se un panino possa placarmi i movimenti interni, ma già a pranzo sono stato leggero con prosciutto e melone. Quindi, calcolato ancora il tempo disponibile fra partenza e arrivo del mio viaggio, penso a un oltre un panino. Sì, ma dove? Fuori dall’aeroporto? Troppo tempo. Decido per lo snack bar. Mentre sto per scegliere, sento un passeggero in partenza che invita una signora al ristorante in aeroporto. Ci rifletto, ma non conosco l’esistenza di un vero ristorante a Linate, mentre a Heatrow (Londra), al terminal 5, c’è il locale del famoso chef Gordon Ramsey, a Roma-Fiumicino lo chef Heinz Beck con Attimi. Mi informo e trovo il Michelangelo restaurant proprio nell’area partenze.

Confesso di essere titubante, soprattutto dall’atmosfera algida della location, sebbene una parete di vetro curiosamente si affacci sugli aerei in attesa. Dopo una prima occhiata rapida al menu, mi tranquillizzo. Anzi, scopro essere una carta di livello con addirittura diversi menu degustazione, con a fianco il tempo di servizio: gazpacho di pomodoro e zenzero, ravioli all'amatriciana, polpo arrosto, melanzana, rape e 'nduja di Spilinga, tiramisu. Il tutto in 40 minuti (grande idea perché il cliente può scegliere a seconda dell’orario di partenza dell’aereo).

Pure nella carta dei vini sono disponibili ottime etichette, servite anche a calice come una cena a tempo richiede. Una volta seduto, controllo la mia probabile partenza, chiedo piatti “liberi” senza “cronometrare” sperando però in una cucina organizzata. Ho iniziato con fritto all’italiana, ben cotto e sapido, gazpacho al pomodoro e zenzero, tagliolini freschi, salsa all’uovo e tartufo bianchetto (un piatto succulento e convincente, di cui esigo la mancanza dell’olio di tartufo, mi assicurano). Un piatto che mi ha lasciato il sapore in bocca durante il viaggio. Dulcis in fundo un mascarpone di produzione della casa, fragoline di bosco, passion fruit e crumble di frutta secca, un finale davvero goloso.

Insomma, una cena in aeroporto davvero insperata. Pochi giorni dopo la mia cena ho compreso, scorrendo una notizia, perché i piatti non erano di ordinaria “scaccia fame”. Lo chef di Michelangelo Linate, Michelangelo Citino, è stato nominato miglior “Airport Chef” al mondo nel corso dell’assegnazione dei Fab Awards 2019, gli oscar dedicati alla ristorazione aeroportuale. Forse presto vedremo guide destinate ad aeroporti e stazioni ferroviarie, dove già nel mondo sono operanti locali conosciuti quali, “L’etolie du Nord” alla Gare di Nord di Parigi, dello chef Thierry Max; “Gilber Scott” alla St. Pancras di Londra; “Oyster bar” alla Grand Central di New York.

Contatti

MIchelangelo Restaurant

Aeroporto Milano Linate
02.76119975
michelangelo.restaurant@areas.com
www.michelangelorestaurant.it

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