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6 idee per il pic-nic

In giro per la penisola con il pranzo al sacco pronto per mangiare all'aperto



Che sia prato, sabbia, o terra poco importa: per la riuscita di un buon pic-nìc bastano pochi ingredienti. Un cesto di vimini, contenitori termici, qualche telo, qualche coperta, spazi verdi, amici, sole, dei bocconi compatibili con il trasporto o l’esistenza in loco di aree attrezzate per la griglia. Uno di quegli sfizi alla portata di tutti insomma, semplice da realizzare e da personalizzare in cui la scelta del luogo può incidere, ma è certamente il cibo a fare la differenza e a rendere indimenticabile quest’esperienza. Da nord a sud della penisola abbiamo pensato a dei piatti regionali da consumare in panoramiche mete del territorio d’ispirazione delle ricette.

1. Frico

Frico

cipolla, patate, burro, olio, sale, pepe, Montasio fuso: ecco cosa serve per ottenere un buon Frico, piatto friulano, originario dei monti della Carnia. Il Parco Naturale Regionale delle Dolomiti Friulane (PN), con i suoi sentieri selvaggi, le sue vette notevoli, le praterie alpine e l’affascinante canyon della riserva naturale di Forra del Cellina, potrebbe essere il luogo ideale per consumarlo nel silenzio delle montagne. Un posto perfetto per chi ama le camminate contemplative, le escursioni e le scalate sulle rocce.

2. Mondeghili

Mondeghili
Simbolo dell’identità culinaria milanese, i Mondeghili rappresentano la versione meneghina delle polpette. Alla base della loro preparazione vi è il concetto del recupero. Fatti con gli avanzi di manzo tritato, cui si aggiunge salsiccia, uovo, mollica di pane bagnata nel latte, aglio, cipolla, prezzemolo e formaggio, appartengono a una tradizione gastronomica contadina. Suggerisco di gustarle alla periferia di milano, al  Parco Comunale Lambro, creato negli anni Quaranta per preservare il territorio attraverso la risorsa idrica dell’omonimo fiume. Tra rogge, fontanili, laghetti e una rigogliosa vegetazione, è un piccolo polmone verde che funge da succursale campestre per chi deve rimanere in città.

3. Crescenta bolognese

Crescenta bolognese

Sentire i croccanti ciccioli quando si morde un pezzo di Crescenta (o Crescente) Bolognese può essere emozionante quasi quanto assaporare i granelli di pepe nel pecorino. La realizzazione è semplice: acqua, farina, biga, strutto, una lunga lievitazione e tanti ciccioli. Il risultato è una fragrante e soffice focaccia il cui sapore rimanda inevitabilmente alla grassa e dotta città emiliana. Un’idea potrebbe essere quella di consumarla perdendosi  nelle escursioni  nel bosco, tra gli alberi secolari, i chioschi, i laghetti, le fontanelle, gli alvei fluviali del Parco della Chiusa (al secolo Talon) a Casalecchio di Reno (BO).  Possedimento dei Marchesi Samperi Talon, oggi il parco è di proprietà comunale e aperto al pubblico.

4. Ciauscolo

Ciauscolo
Ottenuto da un impasto di carne mista di maiale, con pepe, aglio e vino, il Ciauscolo è un salame spalmabile prodotto nella provincia d’Ancona. Rosa e saporito, è perfetto per un pic-nìc nella deliziosa cornice panoramica della località Pian Grande, nel Parco Naturale Regionale del Conero (AN), da cui è possibile ammirare il borgo marino di Portonovo. Consiglio di abbinarlo a del pane a lievitazione naturale della filiera corta Terre del Conero  e a un bicchiere di Rosso del luogo. Per smaltire il pranzo, una passeggiata dall’ex convento dei Camaldolesi fino al belvedere che si affaccia sulla spiaggetta bianca, selvaggia e incontaminata delle Due Sorelle vale da sola l’ escursione.

5. Alici 'Ndorate

Alici

Le Alici ‘Ndorate (dorate) non possono non presenziare i migliori pic-nìc calabri. Le acciughe fresche sono le protagoniste di questa ricetta. Dopo essere state decapitate e lavate, subiscono un triplice passaggio in farina, uovo e pangrattato, quindi sono pronte per essere fritte. Il luogo ideale in cui assaporarle potrebbe essere l’immenso Parco Naturale Regionale delle Serre (VV). Un’occasione per immergersi nella grande biodiversità  vegetale e faunistica di 17.700 ettari. Assolutamente raccomandata la sosta all’oasi Lago di Angitola, alla riserva naturale di Villa Vittoria, a Mongiana, e al santuario di San Bruno a Santa Maria del Bosco.

6. Panadas

Panadas
Terminiamo il giro con la Sardegna, mettendo nel nostro pranzo al sacco un piatto cult dei pic-nìc sardi: le Panadas. Delle mini torte salate, ripiene di formaggio, o verdure o carne (di maiale o agnello) tritata, speziata e aromatizzata con aglio e cipolla.  Per un ricordo indelebile, consiglio di gustarle nell’affascinante contesto della foresta demaniale, in località Le Prigionette, nel Parco Naturale Regionale di Porto Conte, nel comune di Alghero (SS). Non andatevene senza aver prima fatto visita all’aria marina protetta e una passeggiata verso Punta del  Giglio. Lungo il sentiero avrete modo di osservare le tante specie endemiche e i cambiamenti del paesaggio: zone boscose si alternano a sistemi costieri, pianure, colline e ad ambienti carsici.

(Foto: gingerandtomato.com, giallozafferano.it)

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