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Carnevale di Sauris

Un'occasione da non perdere per gustare le specialità della Carnia


Sauris (UD)


Il secondo, una figura magica e demoniaca col volto tutto nero a causa della fuliggine, armato di una scopa annuncia alle persone che è il momento di prepararsi per la festa. Il suo nome deriva dai rolelan, i campanelli che porta appesi alla cinta e che agita in continuazione. Fa parte del carnevale di Sauris anche la suggestiva notte delle lanterne: dove il corteo si spinge sino a Sauris di Sopra per inoltrarsi nel bosco con le fiaccole.


Specialità a Sauris


Oltre all’affumicato prosciutto locale, la cui produzione è abbastanza limitata visto l’eseguo numero di produttori, la produzione agroalimentare della zona di Sauris contempla anche numerose tipologie di formaggi, birra e piccoli frutti.

Grazie ai numerosi pascoli oltre ai 1500 metri di altitudine, in tutto il territorio carnico si trovano le casere, ovvero luoghi in cui viene tradizionalmente lavorato il formaggio. Attive solo nel periodo estivo e generalmente dalla prima metà di giugno ai primi di settembre e in alcuni casi anche fino a fine mese, rappresentano per Sauris l’espressione di un’attività un tempo fondamentale per l’economia del paese. Tra le specialità prodotte vi sono la ricotta fresca e affumicata, e il burro

Infine, da quasi un ventennio, è attiva la produzione di piccoli frutti, ovvero lamponi, more, ribes e via dicendo. Sono coltivati in 22 serre chiuse per una estensione di circa 3.500 mq.


Sauris

Immerso nelle montagne carniche, Sauris da sempre ha basato la sua economia sulla pastorizia e sulla produzione agricola. Durante l’inverno, tuttavia, entrambe le attività si esaurivano a causa del clima rigido e gli abitanti del paese si impegnavano in numerose attività artigianali. In ogni casa esisteva una bottega o laboratorio di costruzioni e riparazioni di ogni tipo di utensile o manufatto, in quanto il baratto era la forma di scambio commerciale più comunemente usata. 


Tra le attività la tessitura era sicuramente molto famosa, in quanto i locali prestavano i loro servigi in tutto il Friuli ed erano tanto apprezzati che il loro lavoro veniva richiesto anche da famiglie nobili. Questa, era un’attività artigianale tradizionalmente maschile. I tessitori saurani furono attivi fino alla metà del '900.

Molto importante anche l’intaglio e la lavorazione del legno: i più abili ricavavano dal legno d’acero le dalmine e le maschere carnevalesche. Un maggior livello di specializzazione era richiesto nell’attività dei fabbri. In ogni frazione era presente una fucina, nella quale il fabbro forgiava le parti in ferro degli attrezzi e dei mezzi di trasporto (carri, slitte). 


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