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Ciabatte d'autore

Una passeggiata per Lipari alla scoperta dello street food locale


Ho sempre adorato il cibo di strada. Ogni volta che arrivo in una città nuova,  la visione di baracchine e chioschetti mi entusiasma parecchio e scandagliare sfizi locali mordi e fuggi diventa la mia priorità. Apprezzo il fascino popolare dello Street food,  paragonabile ai panni stesi ai fili fuori dalle finestre, o alle voci dialettali che si sentono tra i vicoli meno battuti di un posto. Ricordare un vicolo perché è lì che hai trovato quel cibo, sentire, per strada, l’odore di pane, salumi, formaggi o di fritto e assistere alla preparazione di una qualche leccornia. 

In uno dei miei giri a caccia di cibo di strada, scopro la paninoteca Gilberto e Vera, a Lipari. Galeotta è una breve sosta, durante un viaggio di un giorno in tre isole Eolie. Ho le ore contate. Cammino per le stradine liparesi e non posso fare a meno di farmi venire l’acquolina in bocca. Arancine, focacce, panzerotti, pitoni, panelle, cannoli. La scelta è veramente ardua,  finché decido: ho voglia di un panino. Chiedo agli autoctoni e mi raccomandano un indirizzo. Una terrazza esterna con due tavoli e una tendina bianca con il nome. All’interno, lo spazio è piccolo: cinque tavoli in legno (tutti occupati) e alle spalle una scaffalatura con tanti vini. Un’enoteca, oltre che paninoteca. Bene, benissimo, penso: sono nel posto giusto! Impossibile sedersi, ma il mio scopo, fin dall’inizio non è quello.

Alla parete una lavagna con il menu: ciabatte d’autore riempite con prodotti, soprattutto a chilometro zero. Trenta tipi di abbinamenti, proposti in un opuscolo scritto in tante lingue. Sono combattuta. Eolo (pomodori, mozzarella e cucunci) sarebbe un buon omaggio all’isola, ma è senza affettati: eliminato! Calabria (pomodori secchi, formaggio al pepe nero e salame piccante): no, è da dieci giorni che mangio soppressate per esorcizzare l’astinenza di mesi. Ok, ci sono: Da Muratore (acciughe, pomodori, tuma, prosciutto cotto, olio piccante): ma poi come la mettiamo con la traghettata da Lipari a Vulcano e da Vulcano a Tropea? Scartata anche quest’ipotesi, opto per il panino Vera: capperi, olive, ricotta fresca, prosciutto cotto. C’è tutto: il sapore isolano con i capperi, il formaggio e l’affettato. Sì, non può essere che lui il vincitore. Prendo il mio sacchetto da asporto e mi avventuro per i vicoli liparesi. Ritorno all’imbarco: ho ancora del tempo. Come impiegarlo al meglio se non seduta al tavolo di un bar all’aperto con una granita al caffè con panna e brioscia?

Gilberto e Vera
Via Garibaldi 22, Lipari (ME)

T. 0909812756

M. info@gilbertoevera.it
W. www.gilbertoevera.it

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